
Roma – Ha passato il primo step della Camera dei Deputati la proposta di legge del Movimento 5 Stelle “Elezioni pulite” che ha come prima firmataria e relatrice la deputata calabrese Dalila Nesci. L’aula della Camera, infatti, ha approvato con 334 sì e 13 no la proposta che ora dovrà passare al vaglio del Senato.
Il provvedimento contiene alcuni cambiamenti, definiti dalla stessa deputata pentastellata “semplici ma importanti al fine di evitar il condizionamento del voto e possibili brogli”, come quello dell’introduzione dell’urna elettorale in plexiglas, per rendere “letteralmente” il voto trasparente. Ma non solo, perché la proposta prevede Presidenti e segretari di seggio non potranno essere parenti dei candidati nelle liste, né aver ricevuto condanne, anche soltanto in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione. Altra novità riguarda gli scrutatori che dovranno essere scelti, per il 50%, tra quanti risultino nelle liste dei disoccupati. Introdotta anche la possibilità, per i fuori sede di votare lontano dai luoghi di dimora, in caso di referendum.
“Vengo dalla Calabria, in cui la 'ndrangheta è riuscita a conquistare ampi spazi di potere pubblico. Si tratta - ha detto oggi alla Camera la Nesci - del primo passo di un lungo percorso di riappropriazione dello Stato da parte dei cittadini, di cui siamo meri rappresentanti. Votiamo sì per iniziare un cammino, spero condiviso, di derattizzazione, parafrasando un magistrato che lotta in trincea, dell'intero apparato pubblico".
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