
Lamezia Terme – L’avvocato Tonino Barberio, già componente della Direzione Nazionale di Azione, interviene in merito alle recenti dichiarazioni del sindaco di Lamezia Mario Murone e del consigliere regionale Emanuele Ionà sul percorso che la Regione Calabria ha avviato per il potenziamento della sanità e sul ruolo che Lamezia Terme può assumere all’interno della nuova organizzazione della rete.
“È un tema che seguo oggi con un coinvolgimento particolare – dichiara Barberio - anche per una ragione personale.Il 2 giugno scorso sono stato colpito da un infarto e mi sono recato personalmente al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme. Dopo gli accertamenti iniziali, ECG ed ecocardiogramma, sono stati gli esami ematici a consentire ai sanitari di individuare la situazione e di attivare il trasferimento urgente presso l’UTIC dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro. A Catanzaro sono stato sottoposto a un intervento d’urgenza con il posizionamento di quattro stent. La mia esperienza mi consente quindi di parlare della questione come cittadino che ha sperimentato direttamente il funzionamento della rete dell’emergenza cardiologica. Per questo voglio innanzitutto ringraziare i medici e gli operatori sanitari dell’Ospedale di Lamezia Terme, che hanno riconosciuto la situazione e attivato il percorso necessario, e quelli dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro, che sono intervenuti successivamente. Un ringraziamento particolare al dott. Alessandro Ferraro e a tutti i professionisti che si sono occupati di me”.
Proprio questa esperienza, però, racconta ancora Barberio: “rafforza una considerazione di carattere politico e istituzionale. L’emodinamica itinerante rappresenta un passo importante, ma non dovrebbe essere considerata il punto di arrivo. Se, come sembra, Lamezia è stata inserita nel percorso che la Regione Calabria sta costruendo per rafforzare la Rete SCA, occorre adesso dare concretezza a questa scelta, superando rapidamente le necessarie interlocuzioni e verifiche ministeriali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di trasformare progressivamente l’esperienza delle équipe itineranti in un servizio strutturato di emodinamica inserito stabilmente nella Rete SCA regionale, con la capacità di intervenire anche nelle situazioni emergenziali. Non si tratta, a mio avviso, di una questione campanilistica. Si tratta di verificare se l’attuale organizzazione della rete sia in grado di garantire, nell’area centrale della Calabria, tempi di intervento adeguati nelle patologie tempo-dipendenti. La mia vicenda personale dimostra che il sistema, quando funziona, consente di diagnosticare il problema a Lamezia e trasferire rapidamente il paziente a Catanzaro. Ma dimostra anche quanto sia importante ridurre ulteriormente i tempi quando è necessario ricorrere all’emodinamica. Per questo credo che adesso servano atti, tempi e responsabilità precise: definire il percorso organizzativo, verificare le risorse professionali e tecnologiche necessarie e arrivare, nel più breve tempo possibile, alla stabilizzazione del servizio presso l’Ospedale di Lamezia Terme. Ecco perché sulla sanità calabrese servono programmazione, investimenti e tempi certi, non soltanto annunci. E per Lamezia questo significa accompagnare rapidamente l’attuale fase verso il risultato successivo: una emodinamica pienamente integrata nella Rete SCA e capace di dare una risposta anche alle emergenze. Il Sindaco e l’On.le Ionà si facciano allora garanti di questo percorso che può avere tempi rapidi. Mi auguro che chi dovesse trovarsi, come è accaduto a me, nella necessità di un intervento cardiologico urgente possa continuare a trovare medici preparati e strutture efficienti, ma con una rete sempre più vicina e organizzata. La mia esperienza si è conclusa positivamente. Ora dobbiamo lavorare perché il buon esito non dipenda dalla fortuna e dalla distanza dal centro di riferimento, ma dalla qualità e dall’organizzazione della rete sanitaria”.
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