Salta al contenuto principale

ornella-2026-08-17-alle-18.34.22_a8e81.jpg

Cosenza – La Procura di Bari ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Elvis Metvelaj, il 42enne compagno di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni deceduta ieri notte davanti all’ospedale di Trebisacce (Cosenza). Ieri mattina i carabinieri di Cassano, guidati dal capitano Chiara Baione, con il supporto della polizia di frontiera, hanno rintracciato il cittadino di origini albanesi al porto di Bari. Dopo la notizia della morte della donna, le forze dell’ordine - coordinate dalla Procura di Castrovillari - avevano attivato la polizia di frontiera per monitorare porti e aeroporti nell’ipotesi che il 42enne potesse scappare e lasciare l’Italia. Oggi la Procura di Bari ha emesso il provvedimento di fermo in cui il 42enne è accusato di omicidio, in attesa della convalida del fermo. Metvelaj è rinchiuso nel carcere di Bari. Da quanto si è appreso l’uomo e la vittima avevano una relazione sentimentale da qualche mese e da circa un mese abitavano nello stesso appartamento nel Cosentino. Secondo una prima ricostruzione, la donna - originaria di Cassano allo Ionio - è stata accompagnata dal compagno con la sua macchina. L’uomo ha citofonato al triage allertando il personale. I sanitari hanno immediatamente soccorso la donna, che presentava numerose ecchimosi e gravi lesioni in diverse parti del corpo. Il tempo di scenderla dall’auto e l’uomo è andato via lasciandola lì. Il personale del Pronto soccorso, però, ha solo potuto constatare il decesso della donna. L’ipotesi degli inquirenti è che Ornella Forastefano sia stata massacrata di botte. Da quanto emerso, il cittadino albanese era già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio di droga. La vittima aveva due figli e gestiva un bar a Trebisacce.

In un post sui social il commosso ricordo della giovane: "Io spero che dove sei ora sei in un posto migliore, circondata di divertimento come piaceva a te e di giornate al mare a prendere il sole. Non dovevi farmi questo io ho bisogno ancora della mia mammina che litighiamo h24 ma sempre unite siamo, ancora ti dovevo far diventare nonna e poi tu sicuramente ti saresti arrabbiata se ti chiamavano nonna, perché dicevi che eri troppo giovane per farti chiamare nonna, ma so che li avresti amati dal primo istante. Ti amo per sempre mamma e sarò sempre una donna forte come mi hai insegnato tu e spero che troverai la tua pace perché non siamo soli, hai creato due figli che morirebbero l’uno per l’altro e ci daremo forza a vicenda come tu vorresti".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.