
Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo una nota del Segretario Provinciale Giovani Democratici Catanzaro, Domenico Giampà, sulla situazione d’incertezza nella quale si trovano i dipendenti del Centro di Meccanizzazione Postale di Lamezia Terme.
"È una situazione difficile e di assoluta incertezza, quella in cui riversa il Centro di Meccanizzazione Postale. Infatti, in seguito al declassamento e al potenziamento avvenuto lo scorso Maggio, con la spedizione della posta massiva al CMP di Bari, un’altra tegola sembra abbattersi su molti dei lavoratori dipendenti delle ditte terze affidatarie dello stabilimento Lametino, che si trovano in una situazione di assoluta precarietà. Le cause, oltre alla sopravvenuta carenza di lavoro, sono da rinvenirsi in una situazione complessa dinanzi alla quali le istituzioni e le organizzazioni sindacali non possono rimanere inerti ed è per questo che la FIOM ha indetto uno sciopero nazionale previsto dalle ore 22 di domenica 15 settembre alle ore 22 di lunedì 16 settembre, al quale hanno aderito i dipendenti delle ditte terze affidatarie del CMP di Lamezia Terme. Per comprendere bene il contesto, occorre partire dal 2007, anno in cui Logos e Stac ricevono in subappalto dalla Elsag (gruppo Finmeccanica) la gestione e la manutenzione del servizio. I problemi per il personale iniziano nel 2013, cioè alla scadenza del subappalto. Poste Italiane, bandisce una nuova gara d’appalto per l’assegnazione del servizio. Alla gara partecipano la cordata Selex-PH Facility e la Stac Italia. Ad aggiudicarsi è la prima, ma la Stac ricorre al Tar che sospende tutto, in attesa di una decisione che avverrà il 19 settembre. Come si può facilmente capire, a subire la conseguenze di questo trambusto sono i dipendenti delle precedenti società a cui era affidato in subappalto il lavoro, e non si capisce per quale ragione, la potenziale società vincitrice del nuovo subappalto in attesa della pronuncia del Tar, non vuole assumere i lavoratori, già alle dipendenze della Logos e della Stac. La vicenda è di spessore nazionale, ma i lavoratori dipendenti delle ditte terze affidatarie del CMP di Lamezia Terme, ne vengono pienamente coinvolti. Auspico che la situazione venga presa a cuore dal Sindaco di Lamezia e dai rappresentanti in seno al Consiglio Regionale, perché coinvolgano Poste Italiane e i più alti referenti per cercare di risolvere la vicenda e trasmettere la meritata sicurezza a chi vive nel paradosso di un contratto a tempo indeterminato in uno stato di precarietà".
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