
Lamezia Terme - E’ stato incentrato sui due quesiti referendari che saranno proposti al paese il 28 di maggio, l’incontro con la segretaria confederale Cgil Susanna Camusso, nella zona industriale dell’ex Sir. Dopo la raccolta firme che ha portato al referendum, comincia così la campagna per il Sì all’abolizione dei voucher - con la sola eccezione dell’utilizzo per collaborazioni saltuarie in ambito familiare – e per ripristinare la responsabilità solidale sugli appalti. “Chiediamo che il prezzo base delle aste sia sufficiente a coprire gli oneri per garantire le condizioni contrattuali dei lavoratori: scegli bene a chi appalti, perché poi ne hai responsabilità”, dice la Camusso a questo proposito, toccando un tema molto vicino agli impiegati di call center presenti all’incontro. Non meno popolare, e anzi più battuto dalla stampa nazionale, il quesito relativo all’abolizione dei voucher, una modalità retributiva che ratifica “una forma di lavoro più precaria, iniziata con il 2003 e successivamente esplosa, perché usata come sostituzione di contratti di lavoro strutturati, e che viene proposta a tutti i giovani con effetti peggiori rispetto alle forme di precariato precedenti – contratti a progetto, con partita iva – andando costantemente al ribasso”. I voucher, secondo la Camusso, potrebbero tranquillamente essere sostituiti da contratti di lavoro interinale che prevedano la stessa retribuzione offerta a chi già svolge in quell’azienda le medesime mansioni e anche contributi previdenziali, strutturando un percorso di inserimento lavorativo.

“Non si può andare dal tabaccaio a comprare lavoro”- chiosa la Camusso, condannando la “teorizzazione dei lavoretti”, contenuto di “una cultura che si è sovrapposta negli ultimi 20 anni e costituisce uno dei motivi della crisi, alla base anche del massimo ribasso nelle gare d’appalto, che svuota il lavoro di qualsiasi valore.” Cosa fare? “Gli strumenti alternativi ci sono, – dice la Segretaria – occorre mettere uno stop e risalire.” D’accordo i dirigenti Cgil presenti all’incontro, fra cui Sposato, Biondo e Mammoliti, che si propongono di dare avvio ad un’azione informativa adeguata a favorire la partecipazione dei lavoratori al voto del 28 maggio.
Giulia De Sensi


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