Salta al contenuto principale

martirano-lombardo_copia_518f8_e7434_57b79_15751.jpg

Martirano Lombardo - Il Consiglio comunale di Martirano Lombardo ha approvato nella seduta del 20 maggio 2026 la variante al Piano Strutturale Comunale (PSC) 2011, completando un iter amministrativo che nelle settimane precedenti aveva già acceso un confronto politico e istituzionale tra maggioranza e opposizione. L’approvazione arriva, è detto in una nota “a distanza di dodici giorni dalla precedente seduta dell’8 maggio, durante la quale l’amministrazione aveva scelto di rinviare la votazione definitiva, limitandosi alla presentazione tecnica del nuovo strumento urbanistico e degli studi collegati di microzonazione sismica, a seguito delle contestazioni avanzate da parte dei consiglieri di minoranza e del consigliere Francesco Vescio sulla mancanza della documentazione e sulla sussistenza dei requisiti di urgenza previsti dalla normativa elettorale e dopo nota da parte del prefetto in cui si chiedeva l’urgenza e la improrogabilità di tale atto. Anche nel nuovo Consiglio, convocato in pieno periodo pre-elettorale (5 giorni dalle elezioni e dopo 11 anni di attesa), il nodo centrale del dibattito è rimasto l’applicabilità dell’articolo 38, comma 5, del Testo Unico degli Enti Locali, disposizione che limita l’attività deliberativa dei consigli comunali dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali ai soli atti qualificabili come ‘urgenti e improrogabili’”.

Prima della discussione del punto relativo alla variante urbanistica, i consiglieri di minoranza Luigina De Santo, Gennaro Vescio, Valentina Isabella e il consigliere Francesco Vescio ex consiglieri di maggioranza, hanno chiesto formalmente, fanno sapere, in una nota: “l’acquisizione agli atti di una dichiarazione integrale da allegare al verbale della seduta, nella quale hanno espresso una posizione articolata: sostegno politico al contenuto del nuovo PSC, ma contestazione della legittimità della sua approvazione nella fase di prorogatio consiliare”.

Nel documento, i consiglieri hanno chiarito di considerare il PSC “uno strumento fondamentale di programmazione territoriale, atteso da anni e necessario per dare ordine, prospettiva e sviluppo al territorio comunale”, dichiarandosi quindi favorevoli sotto il profilo sostanziale all’adozione del piano. Parallelamente, tuttavia, Il capogruppo De Santo ha evidenziato come - a loro giudizio – “non risultassero dimostrati i presupposti di urgenza oggettiva e improrogabilità richiesti dalla normativa per consentire l’approvazione di un atto di pianificazione urbanistica in periodo elettorale”. La minoranza ha richiamato a sostegno della propria posizione “la circolare del Ministero dell’Interno del 7 dicembre 2006, secondo cui l’urgenza deve essere valutata caso per caso e ricorre esclusivamente quando il differimento dell’atto possa determinare un danno certo, concreto e immediato per l’ente, nonché la giurisprudenza del Consiglio di Stato (sentenza n. 5766/2021), che impone una motivazione rigorosa e verificabile per giustificare deroghe al regime ordinario”.

Secondo i firmatari della dichiarazione, nel caso specifico, “non emergerebbero né termini perentori di legge né situazioni tali da giustificare un’immediata approvazione. A sostegno di questa lettura, la minoranza ha richiamato una dichiarazione resa dal sindaco nel Consiglio dell’8 maggio — riportata nel verbale ufficiale — secondo cui l’approvazione del PSC rappresenterebbe «la conclusione di un percorso iniziato dalla sua compagine politica 11 anni fa». Una motivazione che, secondo l’opposizione, confermerebbe la natura programmatoria ed elettorale e non contingente dell’atto, rendendolo incompatibile con la qualificazione di urgenza e improrogabilità richiesta dall’articolo 38 del TUEL”.

Nel passaggio politicamente più significativo della dichiarazione, i consiglieri hanno inoltre osservato che “tale impostazione rischierebbe di attribuire all’approvazione una valenza di rivendicazione politico-amministrativa in prossimità delle consultazioni elettorali, piuttosto che una necessità amministrativa straordinaria. Pur ribadendo queste riserve, i quattro consiglieri non hanno espresso voto contrario, scegliendo invece l’astensione, motivata con la volontà di distinguere il giudizio positivo sul merito urbanistico del piano dalle perplessità sulla correttezza procedurale della sua approvazione in questa fase. La maggioranza ha invece proceduto compatta all’approvazione, ritenendo evidentemente sussistenti i presupposti previsti dalla legge e rivendicando il completamento di un percorso amministrativo considerato strategico per lo sviluppo futuro del territorio”.

La vicenda lascia così aperto un duplice piano di lettura: “da un lato la definitiva adozione di uno strumento urbanistico atteso da tempo dalla comunità locale; dall’altro il permanere di un confronto interpretativo sulla corretta applicazione delle norme che regolano l’attività consiliare nel periodo che precede il rinnovo degli organi elettivi”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.