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Catanzaro - “Operazione molto discutibile, che mischia partito e istituzione”. Così il Pd commenta la campagna “Scegli calabrese” lanciata sui social dal vicepresidente della Giunta regionale, Nino Spirlì, assessore in quota Lega, con una serie di immagini sulle quali sono apposti, in alto, il simbolo della Lega e, in basso, il logo della Regione con la scritta “a cura della vicepresidenza della Regione Calabria”. Critico è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, che su facebook scrive: “Ma siamo su ‘Scherzi a parte’? La Regione Calabria è forse diventata una sezione succursale della Lega? Il vice presidente della Giunta, Nino Spirlì, di diretta nomina salviniana, non ha evidentemente la più pallida idea di quale sia la differenza fra una funzione istituzionale e un incarico di partito. Già ieri – sostiene Bevacqua - abbiamo dovuto assistere alla sua sconcertante apparizione in tv vestito da santone medievale. Oggi vediamo questi incredibili spot elettorali che recano appaiati il simbolo della Giunta e quello della Lega. La presidente Santelli – sostiene poi il capogruppo del Pd - rifletta sull'opportunità di rivedere una sua scelta dettata più dalla fretta di chiudere un’interminabile trattativa che da una valutazione oggettiva del personaggio”.

A sua volta, il consigliere regionale del Pd, Luigi Tassone, esprime “dubbi e perplessità” per la strana campagna promozionale, lanciata dal vicepresidente della Regione Calabria, con delega alla Cultura, alle Politiche del commercio e dell’artigianato e alla Legalità, Nino Spirlì per sostenere i prodotti calabresi. Peccato che sulle immagini proposte, oltre alla dicitura ‘Vicepresidenza della Regione Calabria’, appaia, come evidenziato anche dalla stampa, il logo della Lega”.  Tassone invita la Giunta regionale a “lavorare concretamente per superare le difficoltà dell’agricoltura e dell’economia calabrese invece di concentrarsi su campagne pubblicitarie di partito. Si tratta – spiega l’esponente del Pd – di un’operazione molto discutibile che mischia partito e istituzione, genera confusione e, proprio per questa sorta di forzata commistione, potrebbe avere anche effetti controproducenti. Preoccupa, in tal senso, il modo d’intendere il settore pubblico, piegando gli interessi collettivi agli obiettivi politici.  Nello sperare che almeno non siano state spese risorse pubbliche – conclude Tassone – invito la presidente Jole Santelli e tutta la Giunta regionale a prendere le distanze dall’accaduto e a far rimuovere tempestivamente il materiale pubblicitario prodotto”.

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