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Catanzaro - Segreterie politiche in fermento in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro in programma il 18 dicembre, in ossequio a quanto stabilito dall'Unione delle province italiane che ha fissato, in quella data, l'election day per tutte le amministrazioni provinciali chiamate a rinnovare i propri organismi. C'è tempo fino al 28 di novembre per la presentazione delle liste. Tuttavia, come è noto, si tratterà di elezioni di secondo livello, come avviene dal 2014 a seguito dell'entrata in vigore della riforma Delrio, in cui il diritto di voto, sia attivo che passivo, può essere esercitato solo da sindaci e consiglieri dei comuni del territorio provinciale. L'assemblea provinciale, recita la riforma che porta il nome dell'ex ministro del Pd, si rinnova ogni due anni mentre il presidente resta in carica per quattro anni. Ma l'attuale presidente di Palazzo di Vetro, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, decadrà dalla carica il prossimo giugno quando terminerà il suo mandato da primo cittadino del capoluogo. Sullo sfondo della sfida per il rinnovo dell'assise provinciale si è aperta, dunque, anche la partita per la successione di Abramo con l'area lametina che, in questa occasione, non resterà a guardare ma potrà legittimamente ambire, con i propri sindaci, a guidare l'ente intermedio dopo il vuoto di rappresentanza, durato circa tre anni, dovuto allo scioglimento del civico consesso della città della Piana. Negli ultimi tre anni, infatti, a causa dell'assenza forzata dei consiglieri di Lamezia, il consiglio provinciale ha assunto le forme di un consiglio comunale di Catanzaro bis, allargato a pochi altri rappresentanti degli 80 comuni. Ora invece Lamezia può far sentire il proprio peso politico anche in considerazione del meccanismo del voto ponderato: il valore numerico della preferenza espressa da consiglieri e sindaci viene calcolato sulla base di un indice proporzionale al numero degli abitanti del Comune a cui appartiene il votante. Catanzaro e Lamezia fanno riferimento alla stessa fascia demografica, quella che comprende i Comuni che hanno da 30mila a 100mila abitanti, dunque, hanno lo stesso potenziale di rappresentanza politica. 

Le scadenze che attendono il Consiglio e il “buco” da 37 milioni

La crisi finanziaria dell'ente, denunciata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dell’opposizione, a cui il presidente Abramo avrebbe dovuto replicare con una contro iniziativa poi rinviata a data da destinarsi, è stata “certificata” con la delibera del presidente dello scorso 4 novembre che fissa il disavanzo dell'ente a 37 milioni di euro. Il consiglio provinciale in carica, inoltre, è chiamato ad approvare lo schema del rendiconto di gestione 2020 entro il 30 novembre. In caso di approvazione nei termini di legge, la Provincia potrebbe accedere alla norma della legge finanziaria che viene incontro agli Enti intermedi in dissesto o pre-dissesto per il tramite di un piano di rientro. 

La “chiamata” dei consiglieri uscenti di centrosinistra e le novità politiche nel centrodestra

Una situazione che, oltre a tenere con il fiato sospeso i dipendenti provinciali che vedono a rischio le proprie spettanze, ha data il largo alle dure critiche del centrosinistra con in testa i consiglieri di “Area Civica”, Marziale Battaglia e Gregorio Gallello e Davide Zicchinella del Pd, che si sono fatti promotori, nei giorni scorsi, di una assemblea con gli amministratori degli 80 comuni per preparare il momento elettorale e costruire una alternativa al governo Abramo. Assemblea a cui ha preso parte anche il neoeletto consigliere regionale, Ernesto Alecci, già candidato alla guida di Palazzo di vetro nel 2019. Da un punto di vista politico l'orientamento è quello di presentare due liste una ufficiale del Pd e una civica che ricomprende tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra.

Mentre nel centrodestra le novità potrebbero essere rappresentate dalla presenza di liste diretta espressione dei nuovi soggetti politici che hanno fatto il loro esordio durante le elezioni regionali, come Coraggio Italia che recentemente ha nominato i propri coordinatori regionali.

Bruno Mirante

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