
Lamezia Terme - “Lo svolgimento dei congressi di circolo e provinciali deve rappresentare una grande opportunità per gli iscritti e i democratici calabresi; si ripristina la sovranità degli iscritti e viene riattivato il circolo virtuoso della legittimazione dei gruppi dirigenti. Se la cornice è quella nazionale le nostre energie non si consumano su quel fronte, se ancora brucia la non vittoria di febbraio e se il senso di responsabilità nazionale ci obbliga a governare coi nostri avversari, tanto più è necessario che la nostra identità politica di partito meridionale, nazionale ed europeo ha bisogno di tutte le nostre risorse umane e, soprattutto, ha bisogno della risorsa territoriale. Quell'intuizione che è diventata la regola e che caratterizza l'appuntamento dei prossimi giorni con lo snodo dei congressi provinciali, deve trovare giusta risposta soprattutto in Calabria più che in altre regioni. Nei congressi provinciali e di circolo è bene che trovi giusto spazio la situazione regionale, la frontiera dell'autogoverno che si snoderà nel corso del prossimo anno, obbligandoci con le elezioni europee a mantenere quell'intreccio che lega le possibilità della Calabria alla nuova Europa da costruire. Non c'è bisogno solo di programmi e progetti ma di una nuova soggettività politica che recuperi pienamente la funzione di raccordo con la società, quel lavoro anche minuzioso, in cui s’intrecciano le azioni quotidiane per affrontare le tante emergenze e che confluiscono in quell'ancoraggio coi valori che è l'anima di un partito, la sua capacità di unire e di aprirsi ad alleanze che sappiano essere all'altezza della crisi di rappresentanza che porta la metà del popolo calabrese al non voto. Qui stanno i nodi che i congressi sono chiamati a sciogliere, gli interrogativi ed i tentativi di risposta. In un grande partito possono e debbono stare insieme l'ambizione personale e collettiva dei gruppi dirigenti, delle rappresentanze istituzionali. Un'ambizione separata dai bisogni e dai progetti, un individualismo distorto quale è quello che viene propinato da una certa cultura di massa, tradirebbe l'obiettivo che è davanti a noi”.
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