
Lamezia Terme - Ultime ore prima del voto sulla riforma Costituzionale, Renzi-Boschi, che modifica 47 articoli della seconda parte della Costituzione italiana. La riforma prefigge, in breve, “il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione”. Oltre 1,5 milioni di calabresi saranno così chiamati ad esprimersi sulla riforma Costituzionale, dalle 7 fino alle 23. Lo scrutinio delle schede avrà inizio subito dopo. Oggi, invece, è silenzio elettorale dopo una lunga e intensa campagna referendaria durata mesi. Diversi i dibattiti, gli incontri, i convegni pubblici, ma anche concerti e talk, messi in atto in tutte le città italiane sia dal fronte del Sì che da quello del No. Il 2 dicembre, si è conclusa così una campagna referendaria giocata anche sul web, in particolare sui social network, oltre che sui canali tradizionali, nelle piazze e negli spazi prestabiliti.
Costituiti i seggi elettorali
Si sono costituiti regolarmente alle 16 gli uffici elettorali di sezione in tutta Italia. Il primo atto dei seggi è l'autenticazione delle schede di votazione mediante l'apposizione della firma dello scrutatore nello spazio che si trova sulla facciata esterna della scheda. Subito dopo viene aperto il plico che contiene il bollo della sezione e il timbro viene apposto sulle schede. All'atto dell'insediamento del seggio il presidente dell'ufficio elettorale di sezione fissa l'ora in cui gli elettori ricoverati potranno esercitare il diritto di voto nel luogo del ricovero. Analogamente viene determinata l'ora in cui gli elettori detenuti potranno esercitare il diritto di voto. Concluse tutte le operazioni, il presidente sigilla l'urna, la cassetta o le scatole che contengono le schede e chiude il plico contenente tutti gli atti, i verbali e il timbro della sezione. Quindi dà appuntamento alle ore 7 di domani, domenica, fa sfollare la sala e provvede alla chiusura e alla custodia della stessa.
Il quesito
"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione', approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?”. Questo il quesito che gli elettori troveranno scritto sulla scheda referendaria.
Come si vota
Si vota barrando con una X la casella del Sì oppure quella del No. Per votare è necessaria la tessera elettorale e un documento di riconoscimento. I cittadini che hanno necessità di rinnovare la tessera devono presentarsi all'ufficio elettorale del comune di residenza. L'ufficio resterà aperto anche domani, domenica 4 dicembre, per tutta la durata delle operazioni di voto, ovvero dalle 7 alle 23.
Gli elettori
Appuntamento elettorale per oltre 1,5 milioni di calabresi (1.553.741), di cui 749 mila uomini e più di 804 mila donne. I seggi aperti nella Regione saranno 2.414 così suddivisi: 422 nella provincia di Catanzaro, 873 in quella di Cosenza, 699 nel reggino, 209 nel crotonese e 211 nel vibonese. In particolare, gli elettori chiamati alle urne nel catanzarese sono 288 mila elettori, nel cosentino 573 mila, nel reggino 430 mila, nel crotonese 133 mila e poco meno di 128 mila nel vibonese. Il corpo elettorale, in Italia, è ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 maschi e 24.249.670 femmine. A questi vanno aggiunti i 3.995.042 elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine.
Il referendum sarà valido a prescindere dal numero dei votanti. Per il referendum confermativo, detto anche costituzionale, infatti, non è previsto alcun quorum, ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto, a differenza di quanto previsto per il referendum abrogativo.
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