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Reggio Calabria - E' stata la vicenda della soppressione del Tribunale di Rossano ad occupare l'inizio dei lavori del Consiglio regionale. Un argomento affrontato con forza dal consigliere Pdl Giuseppe Caputo che ha definito ''un orrore'' il decreto del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ''perché cancella 150 anni di storia del comprensorio della sibaritide''. Una decisione che Caputo ha definito ''una sconfitta della politica e delle istituzioni, dopo che la Cancellieri aveva dato rassicurazioni a tutti, ai consiglieri ed ai deputati del Pd, ai rappresentanti del Pdl e persino al Vescovo di Rossano''. Caputo si è chiesto quindi ''come il Consiglio e la Giunta intendono reagire?''. Alle valutazioni di Caputo il presidente del Consiglio Francesco Talarico ha ricordato gli atti già approvati dall'Assemblea di palazzo Campanella, ma ha comunque invitato il consigliere a trasformare il suo intervento in un ordine del giorno per aggiungere una ulteriore presa di posizione del Consiglio regionale. Nicola Adamo (Pd) ha sottolineato che in base alla legge di riforma approvata dal Parlamento il Tribunale di Rossano, ''conferma tutti i requisiti per restare aperto'' ed ha lanciato la proposta di trovare le forme per un contatto con il Ministro Cancellieri, dal quale ottenere ''una sede dove discutere nel merito le specificità di Rossano''. Per Gianluca Gallo (Udc), il Governo, con questa riforma, ''non ha scritto una bella pagine nei confronti della giustizia di questo paese. E' un provvedimento non condivisibile da rigettare, ma che tuttavia consente alla nostra deputazione di far capire a Roma le specificità e le condizioni di questa terra''. Ha chiuso la discussione il presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti.

''Noi - ha detto - dobbiamo fare alcune considerazioni e farle ad alte voce, avendo la capacità di essere lucidi. Sono argomenti che non sono in capo all'Ente regione. Abbiamo dovuto sopportare l'ennesima azione inutile da parte di un governo tecnico. Tuttavia la nostra pressione ha portato ad una rivisitazione del Provvedimento. Io stesso ho parlato più volte con il ministro Cancellieri. Sono stati contatti costanti. Ci avevano proposto la sede staccata, e qualche mese fa ci andava pure bene. Poi questa soluzione non è piaciuta più. Ieri il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri mi ha riferito che c'era la volontà di mantenere aperta l'attività per altri due anni, solo sul civile. Più tardi mi è stata data la notizia che era stato compreso anche il penale. Non credo sia una sconfitta. E' vero che ci sono due anni di attività in svolgimento. Restiamo in partita. Il Tribunale non è perso. La risposta, certo, non ci soddisfa, però questo ci consente in sede parlamentare e non soltanto, di intervenire con i provvedimenti depositati in parlamento. Bisogna fare squadra con il gruppo parlamentare, approfittando di una convergenza parlamentare che vede insieme i due più importanti partiti di maggioranza. C'è la possibilità di continuare a lavorare. Il maledetto vizio di fasciarci la testa e prendercela l'uno con l'altro non è utile. Il lavoro portato avanti in questi mesi ha portato un primo risultato. Insieme pensiamo di costruire tra il dialogo con il Ministro, che comunque ha dimostrato aperture verso la Calabria, e l'azione in sede parlamentare''. ''C'è una grande propensione alla soluzione del problema'', ha concluso Scopelliti che ha proposto a Talarico ed ai capigruppo di richiedere un incontro al Ministro Anna Maria Cancellieri.

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