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Catanzaro - Cgil, Cisl e Uil della Calabria, in una nota a firma dei rispettivi segretari generali, Angelo Sposato, Paolo Tramonti e Santo Biondo, affermano di ritenere "inopportuna, allo stato attuale, la sottoscrizione dell'accordo istituzionale 2015 senza che, a distanza di 16 mesi dalla firma del precedente accordo, la Regione non ha ancora iniziato il pagamento della cassa integrazione in deroga dell'anno 2014, e senza aver ancora completato il pagamento dei tirocini inerenti le politiche attive sempre risalenti al 2014. Si completi l'iter di istruttoria delle domande e si proceda alla decretazione, con l'urgenza e il senso di responsabilità che la situazione impone". "I cittadini, i disoccupati, i percettori di ammortizzatori in deroga della Calabria e le loro famiglie - aggiungono - non possono più aspettare i tempi della politica e della burocrazia regionale. Ritardi si riscontrano nel bando sul prepensionamento, tuttora sospeso e per il quale le organizzazioni sindacali hanno chiesto l'immediato sblocco; in quello delle scuole ed in quello sui beni culturali ed archeologici dei quali non si dispone ancora delle graduatorie ed in quello sui tirocini per gli uffici giudiziari sul quale Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria hanno chiesto l'avvio per tutti coloro che sono risultati idonei, in aggiunta ai mille previsti, ampliando la convenzione di utilizzo a tutti gli uffici giudiziari ed assimilati della Calabria, adeguando le risorse finanziarie inizialmente previste.

La Regione provveda inoltre al pagamento della cassa integrazione in deroga e dei tirocini inerenti le politiche attive in tempi brevissimi recuperando così la credibilità necessaria per poter procedere alla firma dell'accordo istituzionale 2015. Nessuno capirebbe infatti la firma di un nuovo accordo se la Regione dovesse continuare a disattendere quello precedente e senza peraltro disporre con certezza dell'entità di eventuali risorse residue, estremamente utili nell'attuale quadro emergenziale". Secondo i sindacati confederali, "le scelte del Governo nazionale hanno di fatto già escluso dal bacino tutti coloro che non sono in possesso della continuità al 31 dicembre 2014. Occorre quindi costruire un accordo istituzionale che sia inclusivo e migliorativo rispetto alla normativa nazionale, provando ad ampliare la platea dei soggetti che potranno percepire il sussidio anche nel 2015. In sostanza, oltre ai percettori che sono già in possesso del requisito della continuità, bisogna garantire la continuità, anche per una questione di equità sociale, ai soggetti che hanno acquisito lo status di percettore a partire dal primo gennaio 2014 attraverso l'utilizzo delle risorse derivanti dalla modifica al 50% della quota dei fondi ministeriali utilizzabili in deroga alle rigide ed inique prescrizioni normative nazionali. Nel contempo, cccorre mettere in campo un'azione organica ed efficace di politiche attive, che dia un sostegno reddituale a coloro che non potranno percepire l'indennità di mobilità nel 2015, ma, anche attraverso misure mirate di formazione, maggiori opportunità di lavoro stabile e duraturo.

Attivando, da subito, il tavolo interdipartimentale messo in agenda nel recente incontro con il Presidente della Regione, che affronti il tema del dissesto idrogeologico, del rischio sismico, della tutela dell'ambiente, e del territorio del recupero e della valorizzazione del patrimonio culturale ed archeologico, e trasformando le emergenze in opportunità occupazionali. Il lavoro come strumento di emancipazione sociale, di affermazione della legalità e di lotta all'avanzare del fenomeno mafioso che rischia di trovare nelle sacche di disoccupazione e di disagio sociale ulteriore terreno fertile". "Chiediamo al Governo regionale - dicono ancora Cgil, Cisl e Uil della Calabria - di sbloccare i decreti di pagamento più volte annunciati e mai emanati e quindi, dopo aver rispettato gli impegni assunti e sottoscritti, di riconvocare le organizzazioni sindacali. Confermiamo, comunque, la disponibilità al confronto con l'obiettivo di ricercare soluzioni incisive ed inclusive. Diversamente ci determineremo per far valere le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici interessati". 

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