
Roma - Nuova tegola per la sanità calabrese, dopo la riunione di ieri del "Tavolo Adduce", il tavolo di monitoraggio interministeriale chiamato a verificare a cadenza trimestrale l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione. In seguito alla verifica dei tecnici ministeriali, il disavanzo della sanita' regionale e' stato stimato in 160 milioni annui, 60 milioni oltre il gettito assicurato dalle entrate proprie della Regione: il dato negativo si tradurrà in un nuovo aumento delle aliquote fiscali, che in Calabria sono pari allo 0,15% sull'Irap e allo 0,30% sull'Irpef, e in un nuovo blocco delle assunzioni nel comparto, dopo quello decretato alcuni anni fa e poi rimosso. L'esito negativo del "Tavolo Adduce" ha gia' provocato la netta contrarieta' del governatore Mario Oliverio, che ieri aveva rassicurato sulla situazione contabile della sanità calabrese e che, nell'apprendere invece la notizia delle misure restrittive in arrivo per la Calabria, ha attaccato ancora una volta il governo nazionale. Al tavolo di verifica interministeriale ha partecipato la struttura commissariale nominata lo scorso 17 dicembre dal Consiglio dei ministri, composta dal commissario Saverio Cotticelli e dal sub commissario Thomas Schael: non e' escluso che l'Ufficio del commissario chieda al governo nazionale, per la Calabria, una deroga alla regola dell'automatismo dell'aumento delle aliquote fiscali e del blocco del turn over in caso di saldo negativo dei conti. La difficile situazione economica e finanziaria della sanita' calabrese era emersa già lo scorso 28 marzo nel corso di un vertice convocato, nella sede della Regione, dai commissari con i presidenti dei collegi dei revisori dei conti delle Asp e delle aziende ospedaliere: in questa riunione si era attestato che al quarto trimestre 2018 la somma complessiva dei disavanzi delle aziende era pari a 157 milioni, con i numeri più alti registrati all'Asp di Catanzaro (-40, milioni) e all'Asp di Cosenza (-32,5).
Da mesi la sanità calabrese è al centro della ribalta nazionale, alla luce anche della recente decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere per infiltrazioni della 'ndrangheta, su proposta del ministero dell'Interno guidato da Matteo Salvini, l'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, da tempo alle prese con un'esposizione debitoria elevatissima. Nelle scorse settimane il ministro della Salute, Giulia Grillo, all'indomani di un blitz negli ospedali di Locri e Polistena, ha annunciato l'emanazione di un decreto straordinario per la sanità calabrese, dopo aver denunciato il mancato raggiungimento dei Lea e i disavanzi delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione: il decreto, che si basera' su un rafforzamento dei poteri del commissario governativo sul piano gestionale, dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane in una seduta del Consiglio dei ministri convocata in via straordinaria in Calabria, come annunciato anche dal premier Giuseppe Conte. La sanita' calabrese e' in regime di Piano di rientro dal 17 dicembre 2009 ed e' commissariata dal 30 luglio 2010.
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