I senatori del gruppo Mpd con Pierluigi Bersani e Roberto Speranza.
Roma – Dopo la scissione dal Pd, “Articolo 1 – Movimento democratico e progressista (Mpd)” è stato ufficialmente lanciato oggi a Roma. Il nuovo gruppo alla Camera sarà formato da 37 deputati con Francesco Laforgia eletto all’unanimità capogruppo, mentre a Palazzo Madama invece i senatori sono 14 con capogruppo Cecilia Guerra e tra di essi anche la lametina Doris Lo Moro.
"Il governo Gentiloni non ha nulla da temere da noi, la legislatura prosegua", ha assicurato Guerra subito dopo la nomina. Intanto in Calabria proseguono le polemiche sull’acronimo Dp già utilizzato da una lista civica che alle regionali del 2014 supportò la candidatura del governatore Mario Oliverio. Dai componenti del neo gruppo arriva però l’invito ad usare la sigla Mpd. In merito, anche la senatrice Lo Moro ha dichiarato in una recente intervista a il Lametino: “Sicuramente ci sarà chi si occuperà di questi aspetti ma si tratta di parole utilizzate già in diversi simboli e questo non è un fatto di confusione, quanto piuttosto di identità e di valori. Una confusione che però non sussiste perché la sigla non sarà “Dp” come la passata democrazia proletaria, ma “Mdp”. Ad ogni modo siamo alle prime battute, le cose si chiariranno presto”.
Lo Moro: “Massimo impegno per il mezzogiorno e i giovani”
"Sono grata ai molteplici colleghi che mi avevano indicato come capogruppo al Senato, ma alla fine ho condiviso con l'intero gruppo l'indicazione unanime della senatrice Cecilia Guerra, soprattutto perché sono le materie di cui ella normalmente si occupa, l'economia e le finanze, quelle che ci impegneranno maggiormente nelle aule parlamentari nei prossimi mesi. In questi e negli altri campi della vita parlamentare non mancherà il mio contributo soprattutto per portare avanti le ragioni dello sviluppo del Mezzogiorno e dei giovani in cerca di lavoro". Lo scrive in una nota la senatrice Doris Lo Moro, del gruppo "Articolo 1 - Movimento democratico e progressista".
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