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mattarella2.jpgReggio Calabria - "La paralisi politica dell'Europa e il suo disorientamento sulle grandi vicende del nostro tempo a incominciare dalla questione migranti, ci riguarda tutti. E riguarda anche noi meridionali. Non solo perché siamo alle prese, mentre altrove si alzano muri e si soffia vento nelle vele della xenofobia e del razzismo, con il quotidiano susseguirsi di sbarchi di persone che chiedono aiuto, ma soprattutto perché il Mezzogiorno italiano e regioni storicamente svantaggiate come la Calabria, da un eventuale disintegrazione dell'Europa avremmo tutto da perdere". E' quanto afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete, Flora Sculco, alla vigilia della visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella che domani sarà a Rende per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università della Calabria.

"Quest'Europa che non dà risposte ai problemi dei cittadini e non si è ancora dotata neppure di un ministro delle finanze dell'eurozona, ci preoccupa - prosegue Sculco - perché la democrazia dei singoli Stati che ne fanno parte è strettamente condizionata dalle involuzioni del 'Progetto Europa' per cui si sono battuti i suoi padri fondatori. Fuori dall'Europa, soprattutto il Mezzogiorno italiano, avremmo una deriva culturale, economica e sociale, ma dentro l'Europa che non dà segni di slancio politico e di autorevolezza, registriamo insofferenza e malessere crescenti. Al Presidente della Repubblica, domani in Calabria, al presidente Mattarella quale massima espressione istituzionale a cui gli italiani riconoscono senso dello Stato e rigore etico, questo dato e questa preoccupazione, insieme alla fatica quotidiana dei nostri amministratori locali alle prese con migliaia di migranti e di tantissimi minori non accompagnati il cui destino è una vergognosa incognita, occorrerà sottolinearlo".

"Il sigillo apposto alle frontiere statunitensi - prosegue Sculco - per sette paesi a maggioranza musulmana, al di là della gravità dell'episodio che si contrappone ai valori fondamentali delle democrazie occidentali, è emblematico di dinamiche internazionali che riflettono una visione da 'patrie chiuse', nazionaliste e protezioniste. Dal Mezzogiorno e da regioni come la Calabria, al presidente Mattarella, consapevoli del suo inequivocabile impegno in questa direzione e della sua marcata cultura europeista, chiediamo più Europa politica e più Europa dei popoli".

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