
Crotone - Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questa l'accusa per la quale sei persone di Crotone sono state arrestate questa mattina dalla polizia. L'operazione, condotta dalla Squadra mobile di Crotone, è scattata all'alba ed è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, e riguarda una tentata estorsione a Crotone ai danni di un esercente del centro cittadino. L'ordinanza del gip distrettuale è stata notificata dalla Squadra mobile che ha eseguito due ordinanze di misure cautelari in carcere e quattro ai domiciliari. L'esecuzione dei provvedimenti restrittivi ha richiesto l'impiego operativo di oltre ottanta agenti della Polizia, coadiuvati sul campo dall'intervento delle unità cinofile antidroga. Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, l'azione delittuosa rivolta contro l'attività commerciale è da ricondurre a dinamiche criminali radicate.
Commerciante minacciato e picchiato
Secondo quanto emerso dalle indagini, il commerciante di nazionalità pakistana - riferisce Agi - che gestiva un minimarket di prodotti alimentari in città era la vittima del gruppo di persone arrestate questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Crotone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il gruppo ha infatti cercato di costringere la vittima a versare somme di denaro non dovute, avvalendosi della forza intimidatrice tipica della criminalità organizzata. Nei loro confronti è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Catanzaro, Massimo Forciniti, su richiesta della locale Dda. Il provvedimento restrittivo ha colpito in totale sei persone. Nello specifico, il gip ha disposto la misura massima della custodia cautelare in carcere per un quarantenne e per un quarantottenne ed ha ordinato la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, per un sessantunenne, due di 59 anni e un 48enne. L’indagine è nata quando il commerciante ha trovato il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. L’uomo aveva stipulato un regolare contratto di locazione per un locale commerciale, concordando un fitto di duecento euro mensili.
A causa di difficoltà economiche incontrate nell’attività, il commerciante a un certo punto aveva cessato di versare i soldi in nero per cui, nel luglio scorso, era iniziata una vera e propria persecuzione da parte del proprietario dell’immobile, considerato dagli inquirenti il mandante della tentata estorsione. Per costringere l’uomo a cedere, sono iniziati gli atti intimidatori da parte del gruppo al quale si sarebbe rivolto il proprietario del locale. Le dichiarazioni della vittima, ma anche le riprese delle telecamere di sorveglianze hanno consentito agli investigatori di ricostruire alcuni episodi.
Nel motivare il provvedimento restrittivo, il gip ha sottolineato come i protagonisti della tentata estorsione abbiano agito avvalendosi dell’aggravante del metodo mafioso, sfruttando l’evocazione di armi, l’azione di gruppo e il richiamo a un presunto controllo del territorio per annientare le difese psicologiche e fisiche della vittima. Le indagini sono nelle fasi preliminari e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino ad eventuale sentenza di condanna definitiva.
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