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Vibo Valentia - La nuova operazione condotta oggi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, fa luce su una lunga e complessa stagione di sangue che ha insanguinato le Preserre vibonesi nel contesto della faida tra le cosche Loielo ed Emanuele. Tra i fatti ricostruiti dagli investigatori emerge anche il tragico episodio in cui perse la vita il 19enne Filippo Ceravolo, rimasto vittima di un agguato armato avvenuto il 25 ottobre 2012 a Soriano, pur essendo del tutto estraneo a contesti di criminalità organizzata. Secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini preliminari, il giovane si trovava a bordo di un’auto quando, durante un tentato omicidio ai danni di un’altra persona, fu raggiunto dai colpi di arma da fuoco esplosi in strada. Il 19enne quella tragica sera non fece più ritorno a casa. Morirà poche ore dopo in ospedale, tra la disperazione dei suoi genitori e di tutta la comunità.

REAZIONI

Occhiuto: "Dallo Stato segnale forte contro criminalità organizzata"

“Esprimo profonda soddisfazione per l’operazione della Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto dei presunti responsabili dell’omicidio di Filippo Ceravolo. Dopo anni di attesa, lo Stato fornisce una risposta concreta alla legittima richiesta di verità della famiglia, onorando la battaglia di dignità e coraggio portata avanti dal padre di Filippo, il signor Martino. Un ringraziamento doveroso va alla magistratura e ai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia per la determinazione dimostrata nel corso di questa complessa indagine. Risultati come questo confermano che il contrasto alla criminalità organizzata resta una priorità assoluta in Calabria e che nella nostra regione non può esserci alcuno spazio per l’impunità”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Ferro: “Individuazione presunti killer di Ceravolo pagina di verità e giustizia”

 "L'individuazione dei presunti responsabili dell'omicidio di Filippo Ceravolo, a quattordici anni da quel tragico 25 ottobre 2012, rappresenta una straordinaria pagina di verità e giustizia per la Calabria". È quanto afferma la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro esprimendo "grande apprezzamento per l'operazione condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, guidati dal colonnello Antonio Parillo, insieme agli altri reparti impiegati, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, diretta dal procuratore Salvatore Curcio".

"In questa giornata il pensiero va ai familiari di un giovane innocente vittima della violenza mafiosa - prosegue Ferro - e a tutti coloro che in questi anni hanno lottato per la verità con dignità e determinazione. Lo Stato dimostra, ancora una volta, che non arretra e che, anche a distanza di tempo, arriva grazie al lavoro paziente e alla determinazione dei suoi uomini". "L'attività investigativa rappresenta un risultato significativo nel contrasto alle organizzazioni di 'ndrangheta operanti nel territorio vibonese e conferma l'efficacia dell'azione congiunta di forze dell'ordine e magistratura aggredire con determinazione i contesti mafiosi più radicati", conclude.

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