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Lamezia Terme - Il Collegio Penale del Tribunale di Lamezia Terme, presieduto dalla dott.ssa Angelina Silvestri ha assolto un lametino di 48 anni, dal reato di maltrattamenti familiari, difeso dall’avvocato Armando Chirumbolo. Nello specifico, a seguito delle segnalazioni alle Forze di Polizia da parte della ex moglie di diversi atti di violenza subiti dal marito, la Procura di Lamezia Terme, nella primavera dell’anno 2024, ha aperto un procedimento penale a carico dell’uomo per “Codice Rosso” perseguibile d’Ufficio ed ha chiesto l’applicazione nei confronti dello stesso della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa coniugale e dell’avvicinamento alla moglie ed alle figlie nonché ha emesso un Decreto di sequestro nei confronti del medesimo indagato, tra le altre cose, con riguardo a tutto il materiale video estratto dalle telecamere di sorveglianza poste nella casa coniugale. Successivamente il GIP del Tribunale di Lamezia Terme, ritenendo pienamente attendibili, chiare, verosimiglianti e dettagliate le dichiarazioni rese dalla donna alla Autorità di Polizia, convalidava le richieste misure cautelari e l’uomo, quindi, veniva allontanato dalla casa familiare con divieto di vedere le figlie minori e, a seguito di ulteriore segnalazione della ex coniuge, gli è stata anche applicata la ulteriore misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Lamezia Terme.

Nel corso della istruttoria dibattimentale del Processo, celebrato secondo il rito Ordinario, a seguito dell’accoglimento da parte dei Giudici del Collegio dell’istanza di dissequestro del materiale video presentata dal difensore dell’imputato con riconsegna a questi di tutto quanto precedentemente sequestrato, dall’esame di detto copioso materiale video estratto dalle telecamere di sorveglianza apposte nella casa coniugale, sono emersi numerosi filmati, non vagliati in sede di accertamenti tecnici disposti dall’Ufficio di Procura, dai quali si evinceva una realtà familiare che sarebbe risultata ben diversa da quella rappresentata nel narrato della donna.

Pertanto, il Collegio Penale del Tribunale, nonostante la strenua opposizione della donna costituitasi parte civile nel Processo, ha accolto la produzione in Giudizio del materiale video rinvenuto a seguito delle indagini difensive e cogliendo attentamente le sollecitazioni pervenute dal difensore dell’imputato in sede di discussione, ha riqualificato i fatti a questi ascritti ed ha emesso Sentenza di non doversi procedere nei suoi confronti per difetto di querela, con contestuale dichiarazione di perdita di efficacia della misura cautelare in vigore, così consentendo all’uomo, “dopo un lungo calvario giudiziario, di poter riabbracciare le figlie che non vede da oltre due anni.”