
Lamezia Terme - Si è concluso dopo quasi sei anni il processo celebrato nei confronti di un uomo, originario di Bianchi, imputato a vario titolo dei reati commessi ai danni di una donna con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale. I fatti risalgono al 2019 quando la persona offesa, anche lei originaria di Bianchi, si è rivolta all’autorità giudiziaria denunciando l’uomo per averla minacciata per riprendere la loro relazione e ritornare insieme a lui, avere fatto accesso abusivamente ai profili Facebook e Telegram della donna, cui veniva impedito di poterne fare uso, per avere illegittimamente acquisito tutta la corrispondenza intrattenuta sui social, per il reato di sostituzione di persona, essendosi appunto sostituito alla donna nell’inviare messaggi a terzi soggetti per denigrarla con i suoi conoscenti, e per il reato di stalking.
All’esito dell’udienza, dopo la discussione del pubblico ministero che ha chiesto la condanna dell’imputato per tutti i reati che gli venivano contestati, della parte civile, avvocato Aldo Ferraro, e della difesa dell’imputato, avvocato Federica Mauro, ed all’esito della camera di consiglio, il Tribunale di Cosenza ha escluso, allo stato, il reato di stalking non ravvisandone gli elementi costitutivi, ma ha condannato l’uomo alla pena di anni 1 e mesi 9 di reclusione, pena sospesa, ritenendolo colpevole per tutti i restanti reati che gli venivano contestati, oltre al risarcimento dei danni a favore della donna da liquidarsi in separata sede. Il giudice ha quindi ritenuto la responsabilità dell’imputato per il reato di tentata violenza privata ai danni della donna, di accesso abusivo ai suoi profili social, di acquisizione abusiva della corrispondenza della persona offesa, di sostituzione di persona nonché di alterazione di cose in sequestro per essere appunto riuscito a formattare il cellulare che gli era stato sequestrato, nonostante fosse in sequestro. Dovranno attendersi 45 giorni per leggere le motivazioni.
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