
Lamezia Terme, 21 agosto - L’anticiclone che sta infiammando l’Italia insidiatosi stabilmente sul nord Africa, nell’area sahariana, è un’area di alta pressione che si forma sulla superficie terrestre dove i fenomeni meteorologici subiscono variazioni molto deboli. L’anticiclone africano si ha quando si viene a creare un’area di bassa pressione fra la Penisola Iberica, le Canarie e il Marocco; che determina una sorta di schiacciamento dell’alta pressione generando così una ‘gobba’ verso l’Europa, detta “gobba del dromedario”. L’anticiclone, però, si può espandere (come è accaduto) e spostarsi fino alle coste del Mediterraneo raggiungendo così, talvolta anche l’Europa centrale, l’Europa Meridionale, quindi l’Italia e soprattutto il Sud portando con sé l’aria calda sahariana carica di umidità presa dal mediterraneo; umidità che aggiunta al caldo intenso fanno aumentare le temperature percepite, inoltre, questa situazione fa mancare la formazione di nubi cumuliformi (quelle che possono portare rinfrescanti temporali), questo perché, a tutte le quote, fino alle parti più alte della troposfera. L’atmosfera è particolarmente stabile fenomeno che impedisce alle infiltrazioni di aria fredda di venire in contrasto con il sollevamento dell’aria calda dal suolo. Ciò fa sì che i famosi temporali di mezzo agosto non arrivino e si verifichino più tardi. Tutto questo è noto ai meteorologi, ma nessuno poteva prevedere che il “dromedario” sarebbe arrivato, con una certa forza, più volte inoltre, se i meteorologi ci avevano parlato di un’estate nella norma e con temperature lontane da quelle della torrida estate del 2003, non dobbiamo prendercela con loro, perché la meteorologia è una scienza ancora giovane, che permette di realizzare previsioni per 2-3 giorni al massimo. Infine, se l’anticiclone si ha in inverno, nel mediterraneo, si hanno temperature gradevoli, ma se ciò accade in estate si hanno al contrario temperature molto calde e torride.
Francesco Ielà
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