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Lamezia Terme - La riflessione dell'avvocato Mario De Grazia del Comitato “Difendiamo la Costituzione” di Lamezia Terme in occasione dell'80esimo anniversario della Repubblica Italiana. 

"Il 2 giugno 1946, si tennero in Italia, dopo la liberazione dal nazifascismo, le prime Elezioni a suffragio universale. Si votò per il Referendum istituzionale tra Monanchia e Repubblica e, per la prima volta, le donne parteciparono al voto. Gli Italiani scelsero la Repubblica con 12.718.641 voti, mentre la Monarchia ne ottenne 10.718.502. Si recarono alle urne quasi il 90% degli aventi Diritto (oltre 28 milioni di elettori) e tra questi oltre 12 milioni di donne che furono determinanti per la nascita della Repubblica. Quelle storiche consultazioni riguardarono anche l'elezione della Assemblea Costituente che aveva il compito di redigere la nuova Costituzione dell'Italia repubblicana. L'Assemblea fu composta da 556 Deputati, tra i quali 21 donne, e fu presieduta da Giuseppe Saragat. Non era un Parlamento nel senso ordinario, anche se oltre al compito di approvare la Costituzione, svolse di fatto funzioni legislative e di controllo sul Governo fino all'entrata in vigore della Costituzione.  Il primo Parlamento della Repubblica, infatti, come oggi lo conosciamo, fu eletto nel 1948, subito dopo l'approvazione della Carta costituzionale avvenuta il 22 dicembre 1947. All'interno dell'Assemblea Costituente fu nominato, un gruppo ristretto di 75 membri (Commissione per la Costituzione), tra di essi 5 donne, incaricato di redigere materialmente la bozza della Carta da discutere e fare approvare dall'Assemblea".

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La fondazione della Repubblica, il Voto a suffragio universale e la Carta Costituzionale, afferma De Grazia: "sono eventi intimamente connessi ed esprimono un profondo, innegabile legame. Con essi si realizza l'Italia unita, democratica e repubblicana, ispirata ai valori di libertà, uguaglianza, sussidiarietà e solidarietà di tutti i cittadini. Per tutto ciò possiamo dire che il 2 giugno si festeggia l'Italia democratica, accogliente, colta, multietnica, che ripudia la guerra perché nata dalla resistenza al nazifascismo e dal voto libero e paritario delle donne e degli uomini di questo Paese. Mi piace proporvi, per festeggiare questi 80 anni della Repubblica, alcuni versi significativi di una poesia di Anna Mahjar-Barducci (Viareggio, 23 gennaio 1982), giornalista e scrittrice italiana di origine marocchina:


Io sono l'Italia,
non solo nei tratti somatici di chi vi è nato,
ma nel respiro di chi la ama.
Sono fatta di piazze soleggiate e di preghiere diverse,
di storie che si intrecciano e di mani che si stringono.
Io sono i passi di chi arriva e di chi resta,
la lingua che si impara e quella che si conserva.
Sono la Costituzione che accoglie e protegge,
la Repubblica che non ha sudditi ma cittadini.
Senza distinzione di razza, di lingua, di religione.
Sono un mosaico di culture, un ponte tra sponde,
un’anima che si arricchisce ogni giorno.
Io sono il tricolore che sventola per tutti,
perché l'identità non è una linea di confine,
ma un orizzonte aperto".