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Lamezia Terme - Nelle serate del 16 e 17 maggio, il teatro della  di Parrocchia San Giovanni Battista in Sant’Eufemia si è riempito di emozione, sorrisi e applausi per la messa in scena della commedia "Mai Chiu' prima du suli" che ha saputo unire divertimento, memoria e senso di comunità. L’evento, accolto da una straordinaria partecipazione di pubblico, è stato molto più di un semplice spettacolo teatrale: un autentico omaggio alla figura di Santo Salvatore Saffioti, per tutti “Sasà”, diacono della diocesi e grande appassionato di teatro, capace negli anni di coinvolgere intere generazioni di giovani nella vita culturale e parrocchiale del quartiere.

Proprio nel suo ricordo è rinata la “Compagnia SASÀ”, composta da tanti di quei ragazzi che, dopo anni, sono tornati a condividere il palcoscenico mossi dallo stesso entusiasmo che Sasà aveva saputo trasmettere loro. Un tributo sentito e commosso, percepibile in ogni scena, in ogni battuta e in ogni applauso del pubblico.

Artefice del progetto è stata Patrizia Manna, ideatrice, autrice, regista e interprete della commedia, che ha costruito uno spettacolo originale e profondamente radicato nella memoria collettiva di Sant’Eufemia. Un lavoro teatrale “cucito addosso” agli attori, lasciati liberi di esprimere spontaneità, ironia e carattere.

La commedia ha trasportato il pubblico nella Sant’Eufemia della fine degli anni Cinquanta, raccontando con ironia e tenerezza la vita di due sorelle zitelle, ormai libere dall’autorità di una madre severa e desiderose di vivere finalmente una libertà fatta di amore e nuove emozioni. Una storia ispirata ai racconti e ai ricordi degli anziani del quartiere, custodi di una memoria popolare che continua a vivere attraverso il teatro.

Non sono mancati i ringraziamenti a Padre Stefano Seri, sostenitore dell’iniziativa sin dal primo momento, e agli sponsor Vivai Milone e Muraca srl, che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Due serate intense e partecipate che hanno dimostrato ancora una volta quanto il teatro possa essere strumento di aggregazione, memoria e identità collettiva. E soprattutto, quanto il ricordo di Sasà continui a vivere nel cuore della sua comunità.

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