
Lamezia Terme, 21 giugno - Inizia con le donne il festival dei libri sulle mafie, “Trame”. Con il loro coraggio, con la loro parola. Nella suggestiva cornice di palazzo Nicotera, moderate dalla giornalista di “Panorama”, Bianca Stancanelli, si è discusso di donne, protagoniste di libri e di vita quotidiana.Angela Bubba, scrittrice, ha parlato della molla che è scattata in lei e che le ha fatto raccontare la Calabria. Con lo stesso nome, con la stessa intensità di sentimenti si è espressa Angela Corica, giornalista, che ha denunciato con il suo lavoro lo smaltimento illecito dei rifiuti a Cinquefrondi e, per questo, dal 2009 non vive tranquillamente la sua vita perché ha dato fastidio a qualcuno. ”Non parlerei di vero coraggio nel mio caso,” ha ripetuto, “mi sembra eccessivo”.

Altra donna altra storia sempre condita da una forte dose di coraggio, Alessandra Cerreti, magistrato, che ha descritto la condizione delle donne della 'ndrangheta. E del valore che hanno le collaborazioni da parte di queste e che ha definito “fenomeni eccezionali”, molto rilevanti nei processi, e che sono le principali collaborazioni. “Sono frutto di una ribellione alla cultura maschilista e di una conoscenza maggiore del mondo grazie all’uso di internet. Una cosca avversaria, festeggiò la collaborazione di una donna dell’altra cosca” Questi episodi avvengono sempre più spesso perché le donne desiderano dare un futuro migliore ai loro figli. Questi sono un elemento in più e il loro punto debole. Nella ‘ndrangheta - ha concluso il magistrato - al tradimento delle donne, corrisponde la morte”.

di Maria Arcieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA