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ammazzateci-tutti

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 25 giugno - "Rissa! Rissa!", sento urlare dalla bocca di uno dei tanti ragazzi un po' c..... un po' sfigati che si avvicinano al locale. "Due ragazze! Una ha preso a morsi l'altra!", sento un altro raccontare agli amici con spudorata ilarità. Cinquecento, forse seicento: sono le persone che fanno a gara per avvicendarsi al luogo dell'evento. Siamo in Piazza Mercato Vecchio, a Lamezia Terme. Dalla limitrofa Piazza San Domenico si è appena conclusa la penultima serata di Trame, dove Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) ha appena ridicolizzato i mafiosi: "Sono dei coglioni! Accumulano tutti quei soldi e poi vivono giorno e notte in un buco sottoterra per paura di essere uccisi! Ma andate a fare l'amore con vostra moglie, coglioni!". Tanti sono i ragazzi che hanno ascoltato Pif, ma anche tanti i "coglioni" cui Pif si riferiva che subito dopo hanno voluto ricordarci che Lamezia non è fatta solo da bravi ragazzi, come i volontari di Trame. E così due ragazze scendono alle mani... "Ma cosa vuoi che sia, sono solo due femmine!", commentano alcuni. Alcune ragazze invece, seguendo l'esemplare modello dei loro ragazzi, esternano grasse risate. Per fortuna però ci sono anche giovani come Giada, che mi dice: "E' uno schifo! Si dovrebbero vergognare. Loro e chi li guarda!". Loro e chi li guarda... già, ha proprio ragione Giada. Perché la cosa più disgustosa non sono tanto quelle due galline che si spennano, ma i tanti ragazzi lì accalcatisi che fanno il tifo per l'una o l'altra ragazza. Uno spettacolo vomitevole. E allora, dovremmo rassegnarci che il mondo vada così? Dovremmo rassegnarci e accettare che tanti ragazzi nella nostra terra vengano rincoglioniti dal Capo dei Capi? che mettano come immagine del loro profilo Facebook Totò Riina? che condividano post del tipo "Ma tu lo sai chi sono io?!"? Dovremmo rassegnarci e far credere a quei quattro sfigati che si è uomini quando si sa usare le mani? No, mi spiace: io non ci sto. Per me i veri uomini sono quelli che si ribellano al pizzo, come Rocco Mangiardi.

Ma anche se quei ragazzi sono ridicoli, dobbiamo ammettere che riescono a fare massa critica, riescono a condizionare l'opinione pubblica giovanile, quella dei bravi ragazzi. Mi rincresce molto riconoscerlo, ma a volte anch'io sono vittima di questa infima mentalità. In un primo momento, infatti, appena riferitomi che a litigarsi non erano due ragazzi bensì due ragazze, mi son tranquillizzato e ho detto: "Aaah! Vabbe', due ragazze!". Come se la violenza tra donne fosse meno deplorevole di quella tra uomini! Ma poi ho riflettuto, e mi son detto: ma che cosa sto dicendo?! La verità è che anch'io, per pulirmi la coscienza, per essere più tranquillo con me stesso, per autoconvincermi che non ci fosse nulla di grave in quanto stava avvenendo, ho per un attimo desistito dall'indignarmi. Perché se non c'è niente di grave, non c'è motivo che mi sgomenti e mi rovini la serata. Posso continuare a passeggiare come se niente fosse... NO! mi sono detto. Che cosa sto facendo?! E sono subito rinsavito, rovinandomi il morale e la serata, come quando qualche domenica fa hanno messo la bomba davanti al negozio fotografico di Ventura... Per un attimo questa volta ho avuto la tentazione di infischiarmene, come fan la maggioranza dei miei coetanei, ma poi per fortuna me ne sono accorto. Mi sono ricordato che è da qui che parte tutto; è dall'iniziare a pensare che "vabbe', non è niente di che"; che le cose per cui incazzarsi sono altre... E' da qui che iniziamo a essere complici della 'ndrangheta. Quante brave persone conosco che sapendo di bombe a un commerciante, auto bruciate, minacce a sindaci e magistrati, commentano: "Eeeh vabbe', che ci possiamo fare? Tanto nulla può cambiare". Troppe persone da noi si sono assuefatte alle ingiustizie. Troppe persone si sono abituate a vedere una rissa al Banshee il sabato sera. Troppe persone si sono abituate a pensare che qui funziona così, che funzionerà sempre così e che quindi non valga la pensa incazzarsi. Ma io e gli altri ragazzi di "Ammazzateci Tutti" non vogliamo abituarci. Così facciamo nostro l'appello di Pierfrancesco Diliberto, e lo lanciamo a tutti quei ragazzi, tantissimi ragazzi, che, come noi, riusciranno a trovare sempre la forza di indignarsi: "Dobbiamo vivere nell'ingenuità, essere sempre convinti che bruciare un negozio a Lamezia Terme non sia mai un fatto normale. Dobbiamo incazzarci ogni volta, vivendo come se Paolo Borsellino fosse morto ieri".

Ciccio Blaganò

Coordinatore movimento

“Ammazzateci Tutti” Lamezia Terme

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