
Lamezia Terme, 13 giugno - E’ stata dedicata alle forze dell’ordine la celebrazione eucaristica officiata questa mattina nell’antico santuario di Sant’Antonio da Padova di Lamezia. A presiedere il rito è stato il cardinale Angelo Amato, affiancato sull’altare dal vescovo della diocesi lametina, mons. Luigi Cantafora e da diversi sacerdoti e diaconi diocesani. Ad accogliere l’alto prelato i frati cappuccini del convento col ministro provinciale Padre Giovanni Battista Urso e col padre guardiano Amedeo Gareri. Il cardinale Amato che è prefetto della Congregazione per la causa dei santi, ha ricordato le fasi salienti della vita di Sant’Antonio che si chiamava Fernando e che dal nativo Portogallo arrivò in Italia sulle orme del Poverello d’Assisi. Una figura di santità sempre attuale per la sua forte coerenza tra il pensiero e l’azione, entrambi votati all’osservanza della Sacra Scrittura. Nella sua breve ma intensa vita, il giovanissimo frate si distinse per la sua lotta contro gli eretici e i corrotti.

Il cardinale Amato ha parlato della grande intelligenza e sapienza di Frate Antonio, canonizzato appena un anno dopo la sua morte e divenuto Dottore della Chiesa per la sua profonda conoscenza ma anche per la grande umanità con cui si poneva verso il prossimo e, soprattutto, verso le persone più deboli e bisognose. Mons. Cantafora ha ringraziato il prelato per la sua presenza in città ed ha rimarcato l’intensa e ormai consolidata collaborazione del cardinale con Papa Benedetto XVI, iniziata quando ancora Joseph Ratzinger era anch’egli cardinale. Il presule ha evidenziato che da secoli il carisma dei padri cappuccini si esprime in diocesi conservando la devozione per il Taumaturgo di Lisbona. “Una fede – ha detto mons. Cantafora - che va valorizzata ma anche rinnovata perché il culto non sia un’espressione vuota ma dia sempre nuovo slancio all’evangelizzazione”. Al rito ha presenziato una nutrita rappresentanza delle forze dell’ordine locali e provinciali; presenti anche il sindaco di Lamezia Gianni Speranza, il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e il nuovo questore del capoluogo, Guido Marino. A conclusione del rito, il guardiano del convento, Padre Amedeo Gareri, ha ringraziato le autorità istituzionali e militari presenti ed ha donato loro una targa in ricordo della giornata. Al cardinale Amato il “gruppo mamme” del santuario che opera ogni giorno volontariamente nell’antico luogo di culto, ha offerto un piatto decorato a mano e recante l’effige del taumaturgo portoghese. I festeggiamenti antoniani continuano ancora, domani, con l’imponente processione che attraverserà le vie del centro di Nicastro. Migliaia di persone accompagneranno la statua del santo per tutto il percorso, fino al suo rientro nel frequentatissimo santuario sul colle che sarà salutato con il consueto spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio.

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