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Lamezia Terme - Un’effusione discreta di sentimento, riflessione e ironia, con punte d’irresistibile comicità, ha caratterizzato l’eclettica performance di Neri Marcorè, ospite di Raffaele Gaetano al III appuntamento del Sabato del Villaggio, in un teatro Grandinetti affollatissimo e decisamente caloroso, al quale l’attore si è raccontato senza nessun divismo, ma con la semplicità e la disinvoltura degli artisti di calibro. Marchigiano e con una spiccata inclinazione musicale, Marcorè inizia ad esibirsi giovanissimo negli spettacoli di piazza, in un ambiente distante anni luce da quello dei talent show odierni, imparando a convivere con la dicotomia fra il terrore e il piacere di andare in scena e usando il palcoscenico come cura contro la timidezza.  “A scuola - racconta - facevo le imitazioni dei professori per prendere tempo ed evitare le interrogazioni. Ma imitare può anche essere un modo per far colpo sulla ragazza che ti piace, o un’espressione dell’eterna volontà di farsi accettare dagli altri.” Dopo il liceo linguistico e la scuola per interpreti arriva improvvisamente il successo con il programma “Stasera mi butto” che nel ’90 gli apre la strada per una serie di altre esperienze, fra cui il Teatro, il Cinema, le fiction.

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“Anche la recitazione come la musica è fatta di ritmo, pause,  armonie, rallentamenti e accelerazioni” dice l’attore, che comunque nella sua carriera ha sperimentato anche altri ruoli, come quello di presentatore nella fortunatissima trasmissione “Per un pugno di libri”.  “Sono curioso di sperimentare le mie capacità, – racconta Marcorè – di lanciarmi su terreni che non conosco: alcuni preferiscono le strade dritte, a me ogni tanto piace andare fuori pista.” Irrinunciabile, nella storia del suo percorso, il riferimento alle trasmissioni della Dandini, in particolare “L’ottavo nano”, per la quale nasce l’esilarante imitazione di Alberto Angela. Agli anni precedenti sono ascrivibili altre indimenticabili satire – su Gasparri, Casini, Dino Zoff . L’intera intervista è stata accompagnata non solo da performance teatrali, quanto da brani musicali eseguiti da Marcorè alla chitarra – Gaber, i Beatles, De Gregori –  dall’interpretazione di poesie – Montale e Walcott – e dalla lettura di brani tratti dai libri da lui consigliati al pubblico lametino – I ragazzi della via Paal, Siddharta, L’Amore ai tempi del colera.  Infine, quando Gaetano gli fa notare il notevole afflusso di pubblico e il conseguente gradimento, Marcorè, ironizzando sull’attuale situazione politica, propone la propria candidatura a sindaco.

Giulia De Sensi

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