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Lamezia Terme, 27 luglio - Una interpretazione in chiave "Totò De Curtis-Peppino De Filippo" con ricordi dell’infanzia, sugli odori e sulla mamma alla quale hanno dedicato una via nella sua città. Nel primo appuntamento del Magna Grascia,”Teatro festival Calabria” nel sito archeologico,  dell’abbazia Benedettina , le attese non sono rimaste deluse perché il protagonista era Peppe Barra con i suo Canti e i suoi Racconti. Vestito con un abito rosso, per più di un'ora ha cantato, raccontato, e soprattutto ha fatto ridere, non sorridere, ridere il pubblico che lo ha atteso e lo ha applaudito, sempre quasi come un antidoto al momento storico. Si dice che questo attore, con la movenze, rappresenti l’anima più vera e potente di Napoli, e che la sua sia un’arte che sta stretta nei confini perché la sua autenticità la rende universale. E’ vero! Ma la perfezione teatrale era completata da Salvatore Esposito, eccellente attore e cantante, che non era una spalla, ma la sua naturale prosecuzione artistica. E le perfette musiche dei maestri Paolo Del Vecchio, Ivan Lacagnina, Luca Urciuolo, Sasà Pelosi e Max Sacchi, completavano l’opera.T anti i doppi e più sensi ai termini. Il teatro con Barra si trasforma in una trama di sogni, di desideri, con una confessione emozionale sulla ragione stessa di fare il mestiere del teatrante. Molte le interpretazioni che rendevano un'unica una piece, che in realtà erano tante e spaziava dai testi delle canzoni di Lauzi,  alla pazzia, all’amore, alle barzellette sui preti e gli animali. Il pubblico come sempre lo ha “amato” per la sua originalità e bravura che lo rendono uno degli interpreti teatrali,come direbbe lui “Non da  grande Fratello o Isola dei Famosi o da Venier o De Filippis”. Peppe Barra è un affabulatore dalle mille voci, e il pubblico, con lui rimane incantato dal suono del dialetto e da come si avvicina a loro.

Maria Arcieri

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