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di Maria Arcieri

Lamezia Terme, 13 giugno - “Non si può crescere con mezzi che sono finiti, perché, non sono infiniti. Bisogna riflettere sul potere della vita, sui diritti umani e bisogna rieducarsi al concetto di utopia”. Ed ebbe l’espulsione ecclesiale. Autore di questi pensieri era padre Ernesto Balducci, scomparso venti anni fa. Il libro, “Siate ragionevoli, chiedete l’impossibile” lo ha estrapolato dai suoi articoli don Andrea Bigalli, intellettuale della rivista “Testimonianze” fondata da Balducci. “Siamo circondati da libri, siamo nel cuore della cultura”. Così Mario De Grazia, avvocato, ha introdotto, in modo garbato e sobrio, il testo protagonista dell’incontro-dibattito che si è tenuto nella libreria del centro, per ricordare l’attualità del pensiero del religioso che ebbe l’espulsione ecclesiale. “La chiesa non lo celebra, preferisce ricordare le tante natuzze” ha sottolineato De Grazia. “Della mafia, come della metafisica, dovrebbero parlare solo gli esperti.” per Bigalli, ma, aggiunge “mentre gli esperti di metafisica, rari e introvabili, possiamo lasciarli senza nostro danno ai loro soliloqui sublimi e inutili, gli esperti di mafia siamo costretti a sopportarli. Quando gli avvenimenti li chiamano a ripeterci la lezione di circostanza,  al nostro intelletto esterrefatto, non arriva mai un barlume di luce”. Era figlio di teologie del ‘900, Balducci. Parlava di laicizzare la parola di Dio. “La parola che è di Dio”.Tutto molto attuale.

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