
Lamezia Terme, 23 luglio - Un pubblico allegro ma anche triste per la conclusione della terza giornata del “Tarantabella etnico festival”, ha gremito piazza Roma per l’ultima serata al suono dei Rione Junno. “E’ finita” avranno pensato dispiaciuti. Dopo i Kalabria Orchestra Cumelca + Luna Nova + Ciccio Nucera band e i Parafonè ha rallegrato gli animi del quartiere Bella la pizzica della Puglia. Giovanissimi, molto professionali e energici i Rione Junno, sono dei veri esperti nelle tecniche dello stile garganico che miscela egregiamente la musica etnica e quella dei “Taranta Power” creato da Eugenio Bennato, il primo a unire le due diversità musicali. Anche questa è una forma di espressione musicale, conosciuta da molti giovani frequentatori del Salento, ma apprezzata anche dal pubblico adulto, che le riconosce l’espressione delle profonde radici nella cultura della regione, tacco d’Italia. Molte le chitarre sul palco dei giovani musicisti del gruppo che, si sono presentati in stile casual e con un capello “moicano” e hanno deliziato i presenti con il loro ritmo “dinamico” e dirompente che creava una vivacità artistica unica e innovativa. Molto belle e professionali le ragazze dei Rione. La ballerina, autentica professionista della danza e la cantante che hanno dato con la loro presenza scenica un sapore vincente al concerto. Organizzato dall’associazione “Gramigna”, che ha voluto “Creare un sogno”grazie all’organizzatore del festival di Orlando Vescio, abbiamo conosciuto questa cultura che “sprizza” energia da ogni nota, che fa danzare il pubblico in piazza e che parla d’amore. Ingredienti sempre apprezzati che uniscono originalità a tradizione, che piacciono a tutte le età e che hanno creato in tre giorni un'oasi di cultura, serenità e danza come non se ne vedeva da anni in tutta la Piana.
Maria Arcieri


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