
Lamezia Terme, 21 giugno - “Vi è un patto di reciprocità all’interno della ‘ndrangheta. E’ il sistema”. Queste le parole, forti, di Michele Prestipino, magistrato, che con Giuseppe Pignatone ha scritto “Il contagio. Come la 'ndrangheta ha infettato l’Italia”. Un pubblico senza parole a palazzo Nicotera ha ascoltato il contenuto del libro che parla di come gli imprenditori di Confindustria festeggiarono a Bari i 100 anni della fondazione nazionale e che l’assenza di Reggio Calabria, fece capire il distacco con la linea nazionale dell’associazione degli imprenditori. Entrambi i magistrati, Pignatone Prestipino, dopo un’ esperienza alla procura di Palermo, hanno portato in Calabria i metodi investigativi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino contro Cosa Nostra. “Nel 2004-2005 - ha sottolineato Prestipino - Confindustria in Sicilia ha dato una svolta alla continuità con il mondo mafioso”. Gaetano Savatteri, scrittore e giornalista, che ha curato il testo dei due magistrati in presa diretta e con rivelazioni inedite, si è soffermato sulla rilevanza delle intercettazioni telefoniche. Il libro dal titolo forte parla delle relazioni tra la 'ndrangheta e gli imprenditori, i politici, gli ufficiali dei carabinieri, i magistrati e i collaboratori dei servizi segreti. Incalzati dalle domande scrupolose di Filippo Veltri, direttore Ansa Calabria, Prestipino ha spiegato le ragioni per cui la 'ndrangheta è riuscita a infiltrarsi nelle regioni più ricche d'Italia, con un sistema di colonizzazione rigidamente regolato, per cui: a Milano si guadagna e in Aspromonte si decide. Un libro che racconta come sia difficile la sfida dello Stato. In tutto lo Stivale.
di Maria Arcieri
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