
Lamezia Terme, 21 giugno - “Ho ascoltato la collaborazione di Spatuzza che è quello che ha messo in discussione tanti fatti come la strage di via D’amelio, che sembrava completamente conclusa, con sentenza esecutiva definitiva.” Con “Liberi tutti. Lettera di un ragazzo che non vuole morire di mafia”, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, racconta le origini e lo sviluppo della mafia. “Avevamo sempre intuito che c’era qualcosa che non andava. Purtroppo questa collaborazione è avvenuta dopo 17 anni circa, e ancora continua. Ha avuto il merito di attuare una rivoluzione copernicana per quello che è l’oggetto della strage”. Più che un libro, è un testo educativo-informativo, come solo lui sa scrivere. Spiega l’organizzazione mafiosa con cerchi concentrici. Ma parla anche dell’aumento dei controlli per evitare, che la mafia si sostituisca allo Stato e alle istituzioni e dell’importanza delle intercettazioni. Invita i giovani a combattere la mafia con la cultura.

“E’ il diario di un magistrato che con quaranta anni di questa professione, ne ha fatto una vocazione” queste le parole di Francesco La Licata, giornalista, che ha descritto le fasi salienti del libro. E’ rivolto a coloro che vogliono comprendere il fenomeno della mafia, ha detto il procuratore, con un contenuto semplice e un linguaggio chiaro. “La mafia non è un fenomeno criminale normale - ha concluso - ma molto complesso perché oltre a quello criminale c’è il lato sociale, lavorativo, finanziario. E noi cerchiamo e cercheremo sempre la verità e la giustizia, ve lo garantisco".

di Maria Arcieri
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