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Lamezia Terme, 24 giugno - Emerge in modo drammatico da questo libro la solitudine e la completa assenza della classe  politica. Completamente assente. Di questo parla "Le ultime parole di Falcone e Borsellino" di Antonella Mascali. 192 pagine, con prefazione di Roberto Scarpinato.  L’autrice con Stefania Pellegrini, dell’università di Bologna, e Luigi Maffia, sostituto procuratore a Lamezia, ha presentato il libro.  Tre i punti di vista, diversi e simili allo stesso tempo. Ha voluto rendere omaggio, l’autrice, dopo venti anni, facendo parlare loro. E’ una raccolta d’ interventi,  interviste, e sopratutto di parole di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992) dove la frase, “assenza dello Stato” è ripetuta troppe volte. “Ho voluto raccogliere tutti i discorsi noti e meno noti - ha detto la Mascali - per dimostrare che loro sono stati dei magistrati abbandonati, isolati, ostacolati e delegittimati. E sono diventati degli eroi perché sono stati uccisi”. Alcuni magistrati di Palermo, emerge, vivevano il pool come un corpo estraneo e sicuramente una trattativa c’è stata che lei ha definito, “sciagurata”. Per Maffia “è un testo intelligente. Offre una saggia, sottile provocazione sul modo come certe vicende che hanno interessato Falcone e Borsellino, debbano essere, almeno dopo venti anni, finalmente lette. Questo libro cerca di mettere ordine nella realtà e offre degli spunti interessanti per darsi delle risposte. E’ il tentativo, finalmente, di passare a un’analisi, diversa. Il recupero di quegli scritti - ha concluso - sono lo spostamento dall’analisi alla vita, alle pulsioni”.

di Maria Arcieri

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