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Lamezia Terme, 22 giugno - E’ una graphic hystory. Dal 1968 al 1992. “Un fatto umano. Storia del pool antimafia” è il titolo dell’opera presentata a Trame, festival dei libri sulla mafia. Gli ideatori sono tre ragazzi giovanissimi che si occupano di sceneggiatura e fumetti. Si parla di venti anni di Italia. Nella cornice di palazzo Panariti si è visto un frame dell’opera. I personaggi sono sotto forma di animali. Vi è una forte originalità nell’opera. Più distaccata possibile. Lo sceneggiatore è andato nell’aula bunker di Palermo per raccogliere il materiale della storia. Il lavoro è durato sette anni. La tendenza del fumetto italiano negli ultimi anni è quello di occuparsi di realtà e cronaca. E’ graphic journalist. I creatori sono: Manfredi Giffone, sceneggiatore, Fabrizio Longo e Alessandro Parodi, fumettisti. C’è una bibliografia per vignetta sul sito per l’imponente mole di documenti. “La cronologia di riferimento è abbastanza solida, per cui potevo muovermi con molta solidità”. Queste le parole di Manfredi dopo aver studiato la documentazione. Si parla di Cosa Nostra, dell’organizzazione criminale  più potente al mondo. Della Sicilia, crocevia delle trame del potere. Tutto in bianco e nero. Raccontato per immagini. E’ un volume di fiction. Pochissimi i dialoghi che creano un doppio livello  di lettura. Si racconta Palermo, l'ascesa dei Corleonesi e di Totò Riina. "Un fatto umano" è la ricostruzione a fumetti di quegli anni e le immagini prendono vita grazie alla voce del puparo e cuntista Mimmo Cuticchio, che mette in scena l'epopea del pool antimafia di Palermo. Le inchieste giudiziarie, da Moro a Sindona alla Loggia P2, alle stragi di Capaci e via D'Amelio. Tutto a fumetti.

di Maria Arcieri

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