
Lamezia Terme, 22 giugno - Fine serata all’insegna dell’ironia romanesca. Ironica, pungente, cabaret allo stato puro. Un ottimo Zoro, Diego Bianchi, ha incollato per due ore alle sedie un pubblico giovanissimo con filmati ( lui e la mamma i protagonisti), in cui raccontava sdoppiandosi, come avviene nel programma della Dandini, “l’anno politico appena trascorso”. E’ un comico originale. Umano, umile, timido, fortemente romano nel miglior senso del termine. Un incipit in cui spiega che i comici ora hanno una carenza di materiale, dovuta, alla “scomparsa “ politica di Berlusconi. Ma non ci ha fatto sentire la mancanza perché la sua versione casalinga di Lavitola con trucco e parrucca ha trasformato la serata in puro teatro comico. Il tecnico-professore è stato l’idraulico che tutti chiamiamo nei momenti di urgenza, l’antipolitica coloratissima e stata ripresa da una ironica e strepitosa mamma di Zoro che è stata la ciliegina sulla torta come un’improvvisazione completa. I camei di Daniele De Rossi, (giocatore della Roma, di Valerio Mastandrea, attore, e Vianello, cantante) hanno sottolineato l’attaccamento alla città di appartenenza, ma hanno fatto riflettere sulla mancanza di politica. Le immagini di Lusi e la rivolta dei cinesi per il massacro del bambino nella Capitale. Perfetto il collegamento tra le borse finanziarie e quelle del mercato ‘de Roma, come la tempestività del sindaco ‘de Roma cor freddo. Esilarante il personaggio del freddo. Un comico completo, anche se ‘de nicchia. Al momento!
di Maria Arcieri

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