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Lamezia Terme, 25 giugno - “Lo Stato usa il pugno di ferro con i mafiosi e il carcere sarà più duro con chi lo merita” con queste parole Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Messina, ha parlato del suo libro a palazzo Nicotera, quello che Raffaella Calandra, giornalista, ha definito tra i più documentati e preziosi,”Ricatto allo Stato. Il 41 bis, le stragi mafiose, la trattativa tra cosa nostra e le istituzioni”.  Argomenti come le regole del regime speciale per i mafiosi in carcere decisi  dopo la strage di via D'Amelio. In un solo articolo dell'ordinamento penitenziario, il 41 bis. Fu Giovanni Falcone a idearlo per isolare i boss che, dalle prigioni continuavano a comandare. E proprio il loro potere criminale, diventa, in seguito l'oggetto di un ricatto di Cosa Nostra allo Stato. Nel libro si parla di come la mafia, nel frattempo ha  disseminato la Nazione di bombe. Di come le istituzioni diventano incerte nelle risposte. E soprattutto di come vengono smantellati i penitenziari sulle isole e delle richieste di prorogare il regime speciale. Un libro, quello di Ardita, attuale.

di Maria Arcieri

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