
Lamezia Terme, 23 giugno - Lo ha fatto per rabbia. Rabbia per il sequestro e le torture che sono state inflitte a un egiziano sospettato e indagato per terrorismo. Leo Sisti, giornalista, ha presentato l’opera di Armando Spataro, “Ne valeva la pena. Storie di terrorismi e mafie, di segreti di stato e di giustizia offesa". Spataro ha svolto le più importanti inchieste che riguardano il terrorismo di destra, di sinistra, e terrorismo islamico. Si è occupato del rapimento di un iman egiziano nel 2003. “Sulle sue inchieste se ne parlerà nei prossimi anni nei libri di storia” ha detto Sisti che aggiunge “l'ha osteggiato una certa classe politica. E questo è abbastanza normale, ma, appunto come intitola il libro, ne valeva la pena. Il titolo gli è stato suggerito dal maresciallo che per tanti anni lo ha seguito e che retoricamente gli disse all' uscita da un cimitero dove si commemorava un magistrato ucciso dai terroristi. Gli disse a Spataro: “Come ti hanno trattato!” e lui rispose: "Ne valeva la pena!”. "Quello che personalmente ho patito - aggiunge - è l’occasione, ma diventa una storia per parlare di ciò che la magistratura ha subito e subisce". Il libro lo dedica ai giovani magistrati perché non pensava neanche lui di entrare nella schiera dei tanti magistrati che scrivono. Il libro parla degli ostacoli che il Governo Prodi, Berlusconi e gli Stati Uniti gli hanno creato. Ma coloro che sequestrarono e permisero le torture e le violenze sul rapito Abu Omar sono stati condannati. I silenzi, le complicità sono cadute davanti al desiderio di giustizia di Spataro.
di Maria Arcieri

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