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Catanzaro - Sono allarmanti i dati sull'economia in Calabria dove, a causa della crisi, dal 2009 al 2012 è cresciuto il numero delle famiglie che vivono sotto la soglia della povertà passando dal 26,9 al 29,1%. I dati sull'economia regionale sono stati presentati nel corso del Forum dell'Economia organizzato dall'Unioncamere della Calabria. Gli effetti della crisi si sono sentiti principalmente sulle famiglie tanto che in quattro anni il reddito si è ridotto di oltre 300 mila euro, con un valore medio di 107 euro in meno a disposizione dei singoli nuclei. Anche dal punto di vista del prodotto interno lordo la situazione è forte disagio con una "arretramento" di 1,2%. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 22,2%. E' in aumento anche il numero dei disoccupati di lunga durata passato dal 5,9% al 14,4% e tra i giovani il tasso è superiore al 56%. Questi dati sono il frutto, secondo lo studio di Unioncamere, di una forte contrazione dei posti di lavoro. Rispetto al 2012 ci registrano 40 mila occupati in meno e, rispetto al 2009, il valore supera le 60 mila unità in meno. Poco edificante anche l'export, con segnali di speranza soltanto se si tiene presente il settore dell'agroalimentare. Secondo Unioncamere, si intravede qualche segnale positivo anche sul fronte della blue economy e della green economy.

Santelli: "Puntare su agroalimentare e turismo"

"Occorre partire dai punti di forza segnalati dal rapporto sull'economia in Calabria per individuare la strada da percorrere in futuro". È quanto ha affermato la deputata Jole Santelli, coordinatrice calabrese di Forza Italia, intervenendo al Forum dell'economia regionale nella sede di Unioncamere a Lamezia Terme. "Questo tessuto produttivo - ha affermato la parlamentare - deve puntare sui comparti che, in una fase di difficoltà generalizzata, riescono a registrare dati in controtendenza. Mi riferisco, in particolare, all'agroalimentare, sia rispetto alla domanda interna che alle esportazioni; e al turismo destagionalizzato 'specializzato' per percorsi: se in un momento recessivo dell'economia qui si registra un trend di crescita, vuol dire che questa è la "mission Calabria". Una mission che dev'essere arricchita dalla creatività, dal talento, dalla ricerca e dalla ricchezza che proviene dai poli universitari". Secondo Jole Santelli, "la grande scommessa è lavorare sulla coesione sociale. Il principale deficit della Calabria, dice la Banca d'Italia, è il capitale sociale. La mancanza di fiducia nelle relazioni tra i cittadini, e nei rapporti tra questi ultimi e le istituzioni, mina alla base la tenuta del 'sistema Calabria'. Solo colmando questo deficit noi calabresi riusciremo a sentirci tutti realmente protagonisti della nostra storia e a cambiarla".

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