
Lamezia Terme - Si è concluso il ciclo di incontri promosso dalla Regione Calabria con il partnerariato istituzionale, economico e sociale nell’ambito dei tavoli tecnici di confronto finalizzati a condividere le tappe ed i contenuti del nuovo Programma Operativo che sarà presentato alla Commissione Europea il 22 luglio 2014. Ai tavoli della Regione ha partecipato Adriano Butera di Confprofessioni Calabria. Butera, su delega del presidente della Giunta Regionale di Confprofessioni Calabria, Massimiliano Tavella ha sottolineato “l’importanza nel tessuto sociale delle professioni liberali e del loro ruolo svolto nell’ambito dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico, ribadendo la necessità di includere a pieno titolo i professionisti nell’ambito dei soggetti attori e beneficiari degli investimenti programmati nel POR Calabria 2014-2020”.
“La recente adozione da parte della Comunità europea di un piano d'azione per sostenere i liberi professionisti nel quadro delle politiche per la crescita - afferma Butera - riconosce le potenzialità imprenditoriali delle libere professioni, le quali diventano, a tutti gli effetti, destinatarie, al pari delle imprese, dei fondi comunitari”. Confprofessioni Calabria ha quindi evidenziato come “le professioni liberali, depositarie di cultura, conoscenze ed esperienze, siano una grande risorsa sociale e un imprescindibile propulsore di sviluppo che, tuttavia, a causa dell’attuale gravissima congiuntura economica, prive di ogni anche più elementare tutela sociale ed economica, gravate da un carico fiscale insostenibile, rischiano di soccombere”. “Per i liberi professionisti della Calabria diventa determinante essere inseriti nell’ambito degli obiettivi tematici del POR Calabria - sottolinea il presidente regionale di Confprofessioni Tavella – Le politiche di crescita e di investimento europee possono rappresentare una grande opportunità per rilanciare le attività professionali nel panorama economico nazionale e comunitario e costituire, per la collettività, una nuova fonte di occupazione per i giovani a cui, con opportune misure di sostegno, gli studi professionali possono trasferire conoscenze ed esperienze che, altrimenti, andrebbero irrimediabilmente perse”.
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