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Lamezia Terme - É un'ottima annata, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, per l'olio calabrese che, nell'anno dell'Expo, rappresenta uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. Questo uno degli elementi, emersi nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Coldiretti Calabria, per illustrare le iniziative e le opportunità pensate dall'organizzazione di categoria a sostegno dei produttori e dei consumatori. In particolare, il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro, ha spiegato le nuove opportunità di mercato che, insieme alle organizzazioni di produttori, sono state impostate tramite una serie di contratti al fine di tutelare l'olio di oliva calabrese. Accorciamento della filiera di produzione e contratti sottoscritti con i produttori, queste le novità illustrate da Molinaro che ha spiegato come l'associazione di cui é presidente, abbia fissato un prezzo minimo garantito di 4,50 euro al kg più iva che può arrivare a quello di 5,50 euro al kg più iva. Un modo, questo, per tutelare il piccolo produttore "che - ha evidenziato Molinaro - riesce a stare sul mercato se concorrono qualità e capacità".

"Fondamentale - ha poi aggiunto - il rapporto di trasparenza ed eticità, che permetterà a coloro che si interfacceranno con noi di rendere tracciabile il loro prodotto". Un nuovo criterio di operare che é stato spiegato nel dettaglio sia dal consigliere nazionale U.NA.PR.OL., Gianluigi Hyerace che dal direttore di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini: "tre le organizzazioni di produttori che spaziano sul territorio calabrese, - ha spiegato Cosentini - attraverso le quali organizziamo in maniera strutturata aziende e prodotti". Sono stati individuati, inoltre, anche i partners commerciali “per tutelare – ha aggiunto il direttore regionale della Coldiretti – e difendere l’agricoltura calabrese. I partners, tengono conto del lavoro del produttore e garantiscono i costi di lavorazione gli eventuali utili”. Modalità che permetteranno, secondo le stime, di tutelare un prodotto che rappresenta un patrimonio per la regione e, soprattutto, per l’agricoltura calabrese, caratterizzata dalla diversità: 50 le filiere certificate in Calabria e oltre 21 le varietà di olive che hanno consentito il riconoscimento delle Dop Bruzio, Lamezia e Alto Crotonese nonché della IGP Olio di Calabria. Una ricchezza, quindi, per l’agricoltura “volano di sviluppo e modello concreto” che, nel decennio 2000/2010, per quanto riguarda la produzione è andata ad incrementarsi, nonostante la riduzione fattiva di 7000 aziende sul territorio calabrese.

C.S.

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