
Lamezia Terme - Una sinergia ormai consolidata fra il mondo dell’impresa e quello dell’Università e della ricerca quello portato avanti dal Polo d’Innovazione – Filiere Agroalimentari di qualità sviluppato in Calabria da Agrifoodnet, aggregazione di imprenditori e centri di ricerca, con finalità di sviluppo al servizio della produttività e dell’indotto delle aziende ma anche e soprattutto della tipicità, della certificazione e della qualità dei prodotti. “L’innovazione che alimenta il futuro” è infatti il titolo del convegno promosso dal Polo presso la tenuta Statti per verificare gli obiettivi raggiunti a seguito di un percorso durato circa dieci anni e naturalmente per porsene di nuovi. Ciò avviene a Lamezia Terme, la cui posizione centrale ne ha favorito la scelta come sede del Polo, che ha il suo laboratorio presso la Fondazione Terina. A presiedere i lavori della conferenza il professor Marcello Zimbone, amministratore unico di Agrifoodnet, nonché direttore generale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria dove ha attualmente sede il Dipartimento di Agraria e la professoressa Mariateresa Russo, delegata per la ricerca e lo sviluppo del Polo e docente di chimica e tecnologie alimentari della stessa Università. Presenti al tavolo dei lavori altri ricercatori come il professor Menotti Lucchetta e anche alcuni imprenditori con le loro testimonianze positive di aderenza al Polo, fra cui Colacchio, Zumbo, De Carlo e lo stesso Statti. Diversi anche i politici intervenuti a sottolineare l’importanza dell’incontro: gli onorevoli Censore e Barbante, il vice presidente del Consiglio Regionale d’Agostino e il sindaco Mascaro, che ha avuto parole di ringraziamento nei confronti della Fondazione Terina, del padrone di casa Statti e di Pasqualino Scaramuzzino, presente alla conferenza fra i responsabili del Polo.
Secondo i dati presentati dagli intervenuti, le aziende aderenti al Polo d’Innovazione, più di 60, avrebbero migliorato il proprio indotto passando dall’1,4% al 35,70%, con inserimento di 150 nuove unità. La collaborazione fra Università e aziende avrebbe prodotto un miglioramento dell’occupazione anche nel campo della ricerca e l’avvio di investimenti in attrezzature scientifiche. Sono inoltre in corso dei POR che coinvolgono sottogruppi di aziende aggregate al Polo con erogazione di contributi per un ammontare di circa 34 milioni di euro. La strada è ancora lunga, infatti, secondo i dati regionali, sono ancora pochi in Calabria i ricercatori che lavorano nelle aziende. Tuttavia sembra essere in crescita esponenziale il numero delle start-up, e aumenta contemporaneamente il desiderio di lavorare sulla qualità e unicità dei prodotti e sullo scambio della conoscenze.
Giulia De Sensi

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