
Lamezia Terme - Si è svolto oggi nella sala riunioni della Sacal un incontro presieduto dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, finalizzato a sancire la fusione delle Associazioni degli industriali calabresi in un’unica realtà: Unindustria Calabria, unione degli industriali e delle imprese di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.
Presenti come relatori dell’incontro alcuni collaboratori di Squinzi, rappresentanti di varie strutture associative dell’imprenditoria, che hanno collaborato nella realizzazione del progetto di Unindustria Calabria: Federico Landi, Andrea Gentile, Giuseppe Speziali, Natale Mazzuca, Daniele Rossi, Andrea Cuzzocrea, Michele Lucente e infine Marcella Panucci, unica donna al tavolo dei lavori, secondo la quale oggi “ si è aperta una nuova pagina dello sviluppo regionale”. La Panucci ha inoltre sottolineato l’importanza per le imprese di fare rete, attraverso la fusione delle varie associazioni, opportunamente guidate.

Il Presidente di Confindustria, dopo aver ringraziato più volte i propri collaboratori, si è soffermato sull’analisi del difficile periodo che l’imprenditoria – non solo calabrese, ma Italiana – sta vivendo, citando i dati preoccupanti della disoccupazione giovanile, all’apice nella nostra regione. Ha poi auspicato una maggiore flessibilità rispetto alla Legge di Stabilità e una reazione alla crisi pilotata secondo due modalità principali: maggiori investimenti su ricerca e sviluppo e creazione di nuove infrastrutture. Molto importante per la Calabria quest’ultimo punto, necessario al rilancio del turismo, dell’edilizia sostenibile, del settore agroalimentare e, come aggiunge Mazzuca “necessario soprattutto per il completamento di infrastrutture incompiute come il porto di Gioia Tauro, che se completate nel modo dovuto sarebbero competitive in Europa”. Ma la creazione di infrastrutture si esplica anche nella diffusione del digitale e della rete in aree che ne sono ancora prive. Le prime iniziative di Unindustria Calabria saranno finalizzate alla creazione di progetti - alcuni già in corso – in cui investire i Fondi Comunitari. “L’Impresa non va considerata solo come modo per acquisire un utile – afferma in ultimo Squinzi – ma anche e soprattutto come mezzo per favorire lo sviluppo del territorio creando lavoro”.
Giulia De Sensi
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