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Lamezia Terme – Dalla smart city alla “smart land” per costruire un territorio sempre più sostenibile, intelligente ed inclusivo. Questi i propositi dell’open day organizzato da Confagricoltura Calabria alla masseria "I Risi" per discutere di un modello di sviluppo integrato tra aree urbane ed aree rurali. Una filosofia che si basa essenzialmente sulla condivisione di politiche diffuse per aumentare l’attrattività dei luoghi, con particolare attenzione alla coesione sociale, alla salvaguardia dell’ambiente e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini. Il dibattito, moderato dal giornalista Ugo Floro, ha coinvolto istituti agrari, imprese agroalimentari, poli d’innovazione, start-up, associazioni e sindacati. Un progetto, quello della “Smart land” che il presidente di Confindustria Calabria, Alberto Statti, vede sposarsi molto bene per caratteristiche e risorse, a tutto il comprensorio lametino. “Il sindaco Mascaro – ha precisato Statti – assicura il suo interesse e il futuro coinvolgimento dell’amministrazione comunale in tutte le attività che andremo a proporre”. Un monito in particolare l’ha lanciato poi sul rispetto dell’ambiente, dopo che, nella sua tenuta, sono stati ritrovati rifiuti e scarti ingombranti di incerta provenienza. “Non solo ho subìto il danno, ma ho dovuto anche far rimuovere il materiale a mie spese”.

Quella delle città intelligenti è una tematica di grande attualità, ma perché si parli davvero di efficienza energetica, sviluppo sostenibile, economia digitale e trasporti alternativi, è necessario creare un contesto, una rete, dove semplici cittadini, imprese e amministrazioni possano lavorare in sinergia. Si riducono le distanze e città e paesi hanno l’occasione di fondersi in un unico centro digitale, da “smart” a “land” secondo quanto previsto, del resto, dalla strategia Europa 2020 e dai principi dei territori “intelligenti”. Dopo i saluti di Walter Placida, presidente di Confagricoltura Catanzaro, che si è rivolto soprattutto ai giovani studenti presenti in sala “per i quali sarà più facile interagire con le dinamiche smart”, è toccato a Raffaele Maiorano, presidente Anga, introdurre i lavori. “Anche gli agricoltori hanno un approccio sempre più innovativo, non solo legato esclusivamente agli appezzamenti di terreno. Avete una grossa responsabilità – ha puntualizzato rivolgendosi agli studenti – perché potrete trasportare, grazie alle nuove tecnologie, le risorse di un piccolo paesino della Calabria al di là del mondo”. Paola Castellano, responsabile web, ha illustrato l’esperienza e l’evoluzione di Confagricoltura negli ultimi anni grazie al digitale. Un rinnovato sito internet, una costante presenza sui social con incremento dei followers. Molta attenzione è stata data alla web reputation, migliorata l’immagine e rafforzata la comunicazione su target differenziati.

E’ stato lanciato inoltre un nuovo distretto digitale per esportare le eccellenze agroalimentari all’estero, anche se un obiettivo da raggiungere resta quello della banda larga per l’efficienza dei servizi. “Non esiste città intelligente senza la partecipazione dei cittadini” – ha poi aggiunto lo smart land strategist, Emilio Mastroianni – i cittadini non sono più sudditi ma pretendono di partecipare e contribuire attivamente alla vita pubblica”. Giorgio Scarpelli, dell’NTT data, multinazionale giapponese con radici anche in Italia, si è focalizzato invece sulla protezione delle risorse territoriali della Calabria per trasformare l’attenzione sul territorio da criticità a motore propulsivo di crescita. “La Calabria non è distante da meccanismi di questo genere – ha aggiunto - manca la propensione a fare rete. Intervenire è possibile, fare sistema è la strada maestra”.  Sempre sulla stessa linea, la presentazione da parte di Giorgio Matteucci, di “Alfor Lab”, laboratorio di ricerca integrato nato in Calabria sulle risorse forestali sostenibili.  “Si può e si deve fare ancora tanto – ha concluso poi il presidente Statti – ma per raggiungere determinati obiettivi, la Calabria deve saper osare, ragionare secondo nuovi sistemi di sviluppo” .                                           

Alessandra Renda

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