Lamezia Terme - “I dati relativi all’export calabrese recentemente diffusi nell’ambito del workshop ‘Italia per le imprese’ a Reggio Calabria ci confermano, per la nostra regione, verità davanti alle quali non possiamo non sollecitare una presa di coscienza collettiva - dichiara Alberto Statti presidente Confagricoltura Calabria. Da sempre, infatti, lo sviluppo dei sistemi economici è certamente legato ai consumi interni ma la propensione ad esportare determina significativi aumenti di reddito per le imprese. L’export calabrese è drammaticamente basso; nel 2014 le aziende proiettate sui mercati internazionali, ed è questo un dato positivo, sono aumentate del 6,8% ma i volumi complessivi, con una contrazione dell’8,1% rispetto all’anno precedente, ci indicano come il valore delle esportazioni sia di appena 314 milioni di euro”.
“E’ troppo poco e per quanto ci riguarda, come settore agricolo - spiega Statti - non ci consola il fatto che le performance più consistenti siano quelle dei prodotti agroalimentari; non ci consola perché crediamo assolutamente necessario rafforzare il profilo internazionale dell’intero settore produttivo calabrese e per farlo occorre che agli investimenti ed alla volontà delle imprese si accompagni una chiara, coordinata e complessiva strategia regionale. Per il settore agricolo ed agroalimentare le iniziative destinate alla promozione ed all’internazionalizzazione sono state e sono numerose ma ora, e per gli anni a venire, occorre forse ragionare in termini di sintesi delle azioni messe in campo e scelte che programmino ancor più attentamente risorse ed investimenti. Nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale, come richiesto da Confagricoltura Calabria e grazie alla lungimirante disponibilità del Dipartimento Regionale Agricoltura abbiamo compiuto una scelta storica innalzando la percentuale dei fondi erogati e direttamente a disposizione delle imprese; non per tutti però ma solo per chi avanza idee e progetti da realizzare in cooperazione”.
“Il nuovo Psr - conclude il presidente Statti - premierà molto la logica dello stare assieme; acquisita infatti la qualità delle produzioni ora dobbiamo rafforzare dimensioni quantitative e affidabilità sui mercati; se a tutto ciò si accompagnerà un’azione regionale di promozione coordinata quel dato relativo all’export aumenterà di molto e nel breve volgere di qualche anno. A patto di cogliere tutte le opportunità e fare scelte chiare, precise e trasparenti; d’altro canto, come dimostrato dalla nostra storia regionale, gli interventi a pioggia e le iniziative sparse non portano a nulla, è tempo di fare sistema, concentrare gli investimenti, premiare chi dimostra affidabilità ed ottiene risultati”.
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