
Lamezia Terme - Il 29 maggio 2026, l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Perri – Pitagora – Don Milani” di Lamezia Terme diventerà il cuore pulsante di un incontro che unisce memoria, responsabilità e speranza. L’Associazione Il Dono – Volontariato Regionale Trapiantati Epatici, guidata da Alfonso Toscano, porta nelle scuole un messaggio che non si dimentica: "la donazione degli organi come gesto supremo di amore e continuità". Al centro dell’evento ci saranno sei storie, sei giovani vite che hanno donato futuro ad altre famiglie. Sei voci che oggi custodiscono quel dono e lo trasformano in testimonianza.
Le sei storie del dono
Federica Monteleone
La mamma, Meri Sorrentino, porta la sua voce e la sua forza.
Federica è diventata simbolo nazionale di consapevolezza e responsabilità sanitaria.
Il suo dono ha ridato vita e ha aperto un cammino di diritti e memoria collettiva.
Filippo Verterame
Sua madre, Angela Giaquinta, racconta un ragazzo dolce e generoso.
Filippo continua a vivere attraverso chi ha ricevuto i suoi organi, trasformando il dolore in un’eredità di amore.
Simone De Martinis
La mamma, Arca Colamarino, custodisce una storia che commuove.
Simone, con il suo dono, ha permesso ad altre vite di continuare il loro cammino.
La sua presenza oggi è un abbraccio che non si spegne.
Francesco Ielà
A parlare per lui sarà la sorella, Elisa, che porta nel cuore un fratello che continua a vivere attraverso chi ha ricevuto il suo dono.
Francesco è diventato un ponte tra la sua famiglia e altre famiglie che oggi respirano grazie a lui.
Letizia Senese
Il papà, Sebastiano Senese, racconta una figlia che ha lasciato un segno di purezza e coraggio.
Letizia ha donato vita, e oggi la sua storia è un faro che illumina il cammino di chi crede nella solidarietà.
Maria Manduca
La mamma, Giusi Sorrenti, porta una testimonianza diversa ma luminosa:
Maria ha ricevuto il midollo dal suo fratellino, un gesto che ha unito due vite in un legame di amore assoluto.
La loro storia ricorda che il dono può essere anche familiare, intimo, salvifico.
L’incontro offrirà "uno sguardo competente e profondo sugli aspetti clinici, organizzativi ed etici della donazione e del trapianto, grazie agli interventi con la dottoressa Elisabetta Macrina Referente Formazione per il Centro Regionale Trapianti; Dott.ssa Annamaria Grande Responsabile Dipartimento “Renato Dulbecco” – Terapia Intensiva e Trapianto; Prof. Davide Ghinolfi Direttore Chirurgia Epatica e Trapianto di Fegato – AOU Pisana. Le loro parole aiuteranno studenti e famiglie a comprendere come il gesto del dono si traduca in percorsi di cura, salvezza e rinascita. A guidare il dialogo sarà la Dott.ssa Francesca Falvo, psicologa e psicoterapeuta, che accompagnerà testimonianze e interventi con sensibilità, equilibrio e profondità emotiva. Due brani musicali eseguiti dagli studenti dell’Istituto daranno voce alle emozioni dell’incontro. A seguire, una coreografia della scuola di danza Sismo trasformerà il messaggio del dono in movimento, luce e poesia.
Saluti istituzionali:
Giuseppe De Vita – Dirigente Scolastico
Mario Murone – Sindaco di Lamezia Terme
Concetta Gangemi – Vice Questore, Dirigente Reggente del Commissariato di Pubblica Sicurezza
Annamaria Stanganelli – già Garante della Salute della Regione Calabria, co‑promotrice del progetto “Chiediti se sono felice”
Emanuele Ionà – Consigliere Regionale della Calabria
Gianpaolo Bevilacqua – Consigliere Regionale della Calabria
Antonio Gallucci – Direttore Sanitario ASP Catanzaro
Andrea Parisi – Presidente Croce Rossa Italiana, Comitato di Lamezia Terme
La Polizia Stradale sarà presente con un’Alfa Romeo Stelvio e due moto di servizio, simboli di tutela, vicinanza e servizio alla vita. A chiudere l’incontro saranno: Alfonso Toscano, trapiantato e presidente dell’Associazione Il Dono, ideatore del progetto “Chiediti se sono felice”; Marisa Ionà, presidente dell’Associazione ATEC, moglie di Luigi Ionà, figura di riferimento per impegno e testimonianza civile. Questo incontro non è solo memoria: è educazione civica, è cultura della vita, è responsabilità verso le nuove generazioni. È un modo per dire ai ragazzi che la vita è un bene fragile e prezioso, e che il dono è un atto che attraversa il tempo. Sei storie che non parlano di fine, ma di vita che continua.

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