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San Pietro Apostolo - Tutto pronto per vivere alcuni giorni all’insegna dell’arte e della cultura. Venerdì 21 agosto, alle 18, presso lo storico Palazzo Mazza di San Pietro Apostolo, si terrà il vernissage della mostra personale La forma del sentimento di Antonino Denami, a cura di Marika Mazzeo e Giuseppe Antonio Bagnato, con la direzione artistica di Sistema Hava e con il patrocinio del comune di San Pietro Apostolo. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 23 agosto. Il 22 agosto, alle 17.30, è invece in programma un incontro con l’artista e i curatori, in occasione della presentazione dell’esposizione. L’appuntamento coinciderà con la conclusione dell’estemporanea d’arte Sfumature di Fine Estate, che animerà le vie del borgo, e con la cerimonia di premiazione degli artisti vincitori. La forma del sentimento nasce dalla necessità, propria del nostro tempo, di ricondurre l’uomo alle corde più profonde della propria anima, troppo spesso assopita e incapace di riconoscere — o semplicemente di lasciarsi sorprendere — dalla bellezza. L’esposizione riunisce un ricco nucleo di opere in marmo e in legno, attraverso le quali Denami indaga le dinamiche scultoree della mimesi, in un continuo confronto tra natura e artificio. In questo dialogo, talvolta simile a uno scontro, tra la materia naturale e l’intervento dell’artista, le opere di Denami sembrano raccogliere e reinterpretare l’eredità della grande stagione michelangiolesca del fare artistico. Tornano alla mente, allora, le celebri parole di Giorgio Vasari nelle Vite, quando, descrivendo Michelangelo, lo definisce come uno spirito inviato dal cielo, capace di superare ogni limite umano: «[…] e perché da noi più tosto celeste che terrena cosa si nominasse».

Anche nella ricerca di Denami la materia sembra superare la soglia della propria apparente rigidità: la freddezza e la durezza del marmo si aprono a nuove possibilità espressive, mentre le fibre e le piegature del legno si trasformano in segni capaci di restituire tensioni, movimenti e sentimenti. La scultura diventa così il luogo di un confronto continuo tra ciò che la natura offre e ciò che la mano dell’artista riesce a rivelare, quasi liberando dalla materia una forma già segretamente custodita al suo interno. Le opere di Denami dialogheranno con gli spazi storici e sobri di Palazzo Mazza, dando vita a una narrazione visiva di forte impatto emotivo. La pietra dell’antica costruzione e le superfici levigate delle opere instaurano un suggestivo gioco di contrasti e corrispondenze: un chiaroscuro emotivo in cui la materia, la luce e lo spazio si incontrano, accogliendo lo spettatore e, al tempo stesso, mettendo in discussione il suo sguardo.

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