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Decollatura - "Un festival vocato alla Resistenza, ci trova resistenti": e così è pronta la IV edizione de La montagna Teatro festival. Il teatro dove non è mai stato, il teatro che occupa spazi negletti, il teatro che si fa gente e con la gente rende vivo l’ambiente circostante. Tra gli scorci di Decollatura, il festival in questi anni ha disegnato una nuova mappa di luoghi “possibili” o semplicemente ha incoraggiato ad avere nuovi occhi per accorgersi dell’esistente.

Due gli spettacoli in cartellone nel 2026. Il primo è un ritorno “necessario”: Mervat Alramli e Mohammed Abusenjer saranno ancora a Decollatura per tenere desta l’attenzione sui territori palestinesi. Una ninna nanna proibita, venerdì 21 agosto ore 21.30 nel bosco di Gesariellu: mentre il genocidio inflitto alla popolazione palestinese assume l’aspetto della guerra a bassa intensità, l’attenzione sul dramma di Gaza si va spegnendo nei media e nelle coscienze. L’evento proposto unisce musica e letteratura ed è pensato come atto di ribellione per contrastare oblio e rimozione, per sottrarre alibi a chi finge di ignorare la realtà. Tre i momenti di cui si compone: presentazione del libro di Mervat Alramli Una ninna nanna proibita, illustrato da Lea Lausch; omaggio a Refaat Alareer (poeta), Simon Shaheen (musicista), Suad Amiry (scrittrice e architetta); concerto eseguito all’oud dal musicista gazawi Mohammed Abusenjer. Durante l’evento sarà possibile acquistare il libro; il ricavato andrà a sostenere la produzione del documentario Tracce di luce.

Per il secondo appuntamento, il 25 agosto, nel vico II di Tomaini, alle 21, LA MONTAGNA si fa felicemente madrina del battesimo di fuoco di due giovanissimi autori/attori dalla creatività vivace e sicuro talento con ‘Na specie de complotto lunghissimo. Un esordio coraggioso quello di Bruno D’Urzo e Tommaso Anatrella che affrontano una figura complessa e anche controversa: 2 Novembre 1975, un corpo senza vita giace per terra all’idroscalo di Ostia: è Pier Paolo Pasolini. Un viaggio circolare nelle antinomie del poeta di Casarsa. Dallo scrittore al ragazzo di vita; dall’intellettuale al contadino; dalla vita alla morte, o meglio, dalla morte alla vita. Questo piccolo festival è diventato un punto luminoso dell’estate a Decollatura e anche punto di riferimento per compagnie che chiedono di partecipare. Costruire dal basso un evento è sempre più difficoltoso, la forma dell’autofinanziamento ci mantiene su un bilico da cui è facile capitolare, la meravigliosa affezione del pubblico ci tiene in equilibrio. Per fortuna ma non per caso, per l’edizione 2026 abbiamo potuto contare sul sussidio dell’ong CRIC che ha inserito lo spettacolo Una ninna nanna proibita in un più ampio progetto di sostegno del popolo palestinese: Li-Biladina (alla nostra terra) - Agricoltura sostenibile, lavoro dignitoso e recupero del patrimonio culturale per la resilienza delle comunità della Cisgiordania.

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