
Cosenza - Sono settecento i reperti archeologici sequestrati e confiscati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza consegnati alla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria che li metterà a disposizione degli studenti dell'Università della Calabria per farli studiare. Tra i reperti, sequestrati nel corso di tre distinte operazioni dei carabinieri, ci sono 260 manufatti fittili, pissidi, anfore, antiche conchiglie, sculture in miniatura, manufatti in bronzo ed oltre 400 moneti risalenti a varie epoche storiche. Un vero e proprio patrimonio storico di inestimabile valore. "Stamattina - ha detto il maggiore Raffaele Giovinazzo, comandante del Nucleo - abbiamo segnato una pagina importante per la storia della Calabria con la firma della convenzione con la Soprintendenza archeologica in virtù della quale agli studenti dell'Unical sarà consentito studiare su questo vero e proprio tesoro che abbiamo sottratto, attraverso una serie di operazioni che hanno coinvolto più regioni, al traffico illecito, restituendolo ai calabresi".
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