Chi aspetta l’invito e chi aspetta il fine settimana per poter chiudere la porta di casa. Vi chiederete se accendere la luce nella propria abitazione e rimanere nel silenzio è quello che in molti sperano di ottenere il venerdi sera. La risposta è: “Accendiamo” (come direbbero nei quiz). La cultura odierna impone un tipo di benessere che prevede attività sempre legate alla vita sociale e non alla tranquillità nelle mura domestiche. E’ una scelta che potrebbe essere scambiata per un sintomo e non per un bisogno. E chi opta per questo stile di vita, si trova gravato da domande del tipo: Stai bene? O da consigli gratuiti: “Devi uscire di più”.
E non pensa che esista una fetta di persone che preferisce dedicarsi a sé stesso. E punto. Anche perché questo comportamento potrebbe essere frainteso con l’apatia ma in realtà è un modo diverso di elaborare il mondo e di riposarsi perchè preferisce questo genere di benessere. E non perché vuole fuggire dalla vita ma perchè preferisce viverla da un contesto più in sintonia con la sua energia. Aggiungi che queste persone elaborano gli stimoli con più intensità e il rumore e le conversazioni risultano intense e invadenti. E riesce a rigenerarsi con la solitudine e con una serie di pause per elaborare le esperienze, regolare le emozioni
e riacquisire l’equilibrio. In sostanza sono persone selettive con progetti tranquilli e legami intensi. E non su reti ampie. E la solitudine è considerata una forma di libertà e un conforto mentale che apprezzano per non negoziare tutti i gesti o gestire gli spazi. Infine l’introspezione è un elemento nutriente e un terreno fertile. E non un vuoto. Ma per fortuna il mondo è diverso e ognuno sa riconoscere i propri spazi. Ne siamo certi
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