
Da uno studio nato da una collaborazione tra MIT e Harvard, è scaturito che il consumo di due tazze al giorno di caffè rallenta il declino cognitivo. E in un momento storico in cui ci sono troppi fattori ambientali, sociali e familiari che minacciano la nostra integrità psicologica e cognitiva, sarebbe utile seguire questo suggerimento. Per molti però il caffè è un vizio e lo associano al nervosismo e all’insonnia. E magari, sempre questi soggetti, decidono di diminuire il consumo anche per l’aumento che ha subito in questi anni e preferiscono crearsi un salvadanaio per una entrata in più come integrazione per il futuro sempre più incerto e problematico. Ma poi ti fermi e rifletti che questa meravigliosa tazzina ti regala una carica energetica che ti serve per attivarti e non puoi farne a meno. E poi aggiungi nelle tue riflessioni che è anche un modo per staccare la spina dal lavoro e incontrare un amico.
Infine ti informi sulle caratteristiche che possiede e leggi che la ricerca scientifica ha ridimensionato la sua reputazione rivelando che il consumo in tazzina o in vetro offre diversi benefici se viene consumato con moderazione. (Forse lo giustifichiamo insieme alla cioccolata e in quel caso ti autoconvinci che non faccia ingrassare). Inoltre il caffè possiede diversi benefici per la presenza di composti bioattivi, a iniziare dai polifenoli, dagli antiossidanti e degli acidi clorogenici e per i fattori neuroprotettivi che riducono l'infiammazione e i danni cellulari. E, se pensate che Johann Sebastian Bach nella sua Cantata del Caffè, diceva “Se volete guadagnarvi la mia benevolenza, sì… datemi il caffè, datemi il mio caffè forte”, descrivendo la bevanda come il più grande dei piaceri, seconda solo all’acqua per consumo globale. Quindi tra i piaceri della vita diventa salutare e energetica la “Na tazzulella e’ cafè” che risulta ai molti anche utile e antidepressiva.
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