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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota politica della consigliera comunale Rosa Andricciola (Pd) per quanto riguarda la venuta in città del presidente della Regione Scopelliti e la sua partecipazione al consiglio comunale sulla situazione della “Sanità” lametina.

“Dopo un’attesa di oltre tre mesi e due sedute consiliari, di cui una da lui stesso fissata, abilmente  schivate, il governatore Scopelliti, navigato stratega di tattiche politiche, si degna finalmente di intervenire in Consiglio comunale a Lamezia Terme, ma, si badi bene, con tempi rigorosamente contingentati, avendo nella stessa data, a qualche ora di distanza dall’ora di inizio del Consiglio, dato appuntamento ai cittadini lametini per un incontro pubblico dello stesso genere di quelli che viene abitualmente a tenere per magnificare il proprio operato. Una mossa strategica, è evidente, per limitare i tempi del dibattito consiliare. Nella conferenza dei capigruppo tenutasi ad hoc, se il consigliere Paola, che, infastidito dal cambiamento di programma, ha abbandonato la seduta, avesse avanzato la proposta, per nulla peregrina, di respingere al mittente l’appuntamento, a motivo delle condizioni poste, certamente avrebbe avuto l’assenso della sottoscritta, del cons. Tropea e di altri capigruppo presenti al tavolo, quanto e più di lui irritati per questa indisponente presa per i fondelli. Così non è stato, donde, di fronte all'ennesimo colpo di coda che il governatore Scopelliti, spalleggiato dai suoi luogotenenti, sferra alla città di Lamezia ed al suo comprensorio, la scelta di non cadere nella trappola, ovvero l’opzione di un consiglio comunale chiuso onde evitare la classica sceneggiata del gioco delle parti, che si riduce ad un logorroico ed inconcludente blaterare, per puntare, invece, sull’essenziale, ossia rappresentare al governatore le istanze della città e, su questioni di merito, esigere impegno ed assunzioni di responsabilità di cui sarà in seguito chiamato a rispondere. Si potrà così quanto meno smascherare il gioco del governatore il quale, nella partita con Lamezia, bleffa alla grande giocando con due mazzi di carte: uno adottato sul tavolo della piazza, fatto di blandizie e promesse, l'altro sul tavolo di governo, fatto solo ed unicamente di tagli verniciati col belletto, tavoli che hanno comunque un unico denominatore comune: la posta in gioco è solo e sempre costituita da briciole.

A giudicare, infatti, dal modo in cui si è mosso finora, risulta evidente che l’unica azione politica che il governatore Scopelliti conosce per Lamezia è quella degli imbonitori, dei venditori di fumo, e che tale sia non ci vuole molto a capirlo, basta stare sui fatti: i suoi interventi sulla sanità lametina non hanno conosciuto altro che tagli. Così è stato per la riduzione dei posti letto dell’ospedale [– 56], per il depotenziamento dell’unica clinica privata presente sul territorio con la chiusura del reparto di ostetricia, per le  unità operative cancellate e per le  altre diventate aggregate - chirurgia d’urgenza, malattie infettive, servizio trasfusionale, nefrologia, unità di terapia intensiva cardiologica- per la messa in discussione del centro TIN, ed ora per le difficoltà gestionali della pediatria e  per oculistica ed otorino-laringoiatria ridotti a servizi ambulatoriali. Si tratta, come è evidente, di uno smantellamento graduale e progressivo della sanità lametina, che ha riguardato anche l’Ospedale di Soveria Mannelli, i cui disastrosi effetti risultano ben visibili dai consistenti cali di ricoveri, di intervento e di assistenza, dai dinieghi alle richieste di prestazioni, dai tempi biblici, dell’ordine di sette e passa mesi, delle liste d’attesa per controlli clinici e strumentali e per visite specialistiche. E mentre la gente muore per mancanza di assistenza e per l’inadeguatezza delle strutture sanitarie presenti sul territorio, per disfunzioni e disservizi che penalizzano soprattutto le fasce sociali più deboli della popolazione, il governatore ci blandisce con la porfiria, la fibrosi cistica, la tossicologia clinica e forense, dribblando sull’unica proposta seria in campo, il Polo Traumatologico Regionale-Trauma Center, previsto nel piano sanitario regionale dell’amm.ne Chiaravalloti, mantenuto e corredato di finanziamento nel piano sanitario dell’amm.ne Loiero ma cancellato dalla amm.ne Scopelliti  con l’aggiunta della beffa di convincere i Lametini che si tratta di qualcosa di superato, proprio quando il decreto Balduzzi, che riorganizza la sanità ospedaliera delle Regioni, prevede una Rete di Ospedali per il trattamento dei  traumi sul modello HUB&SPOKE. Così parlano i fatti, così finora è stato e così forse sarà nonostante chissà quale altro marchingegno il governatore si sarà inventato per continuare a beffare la città dalla quale, immeritatamente, ha tanto ricevuto”.

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